martedì, 20 agosto 2019

Cannes, 13 minuti di applausi per Il traditore

Cannes, 13 minuti di applausi per Il traditore
Photo Credit To Pietro Coccia

Cannes, 23 maggio- Ha avuto in sala alla proiezione ufficiale, circa 13 minuti di applausi, una delle migliori accoglienze a Cannes di quest’anno, Il traditore di Marco Bellocchio, unico film italiano in gara, ritratto di Tommaso Buscetta, interpretato magnificamente da Pierfrancesco Favino. “Vi devo davvero ringraziare di questa accoglienza, è stata un’esperienza meravigliosa”, ha detto il cineasta. Si racconta il primo grande pentito di mafia, l’uomo
che per primo consegnò le chiavi per avvicinarsi alla Piovra, cambiando così le sorti dei
rapporti tra Stato e criminalità organizzata. Un racconto che inizia con l’arresto
in Brasile e l’estradizione in italia di Buscetta (la mafia Corleonese di Totò Riina ha ucciso, fra glia altri, due figlio e un fratello), passando per l’amicizia con il giudice
Falcone, il Maxiprocesso alla mafia, la strage di Capaci e la decisione di Buscetta di fare il nome di Andreotti.

Il film, in uscita nelle sale italiane oggi con 01, in contemporanea con il debutto sulla Croisette ha nel cast, fra gli altri anche Fausto Russo Alesi nella parte di Giovanni Flacone, Maria Fernanda Cândido, nel ruolo della moglie di Buscetta, Fabrizio Ferracane interprete del capo mandamento Pippo Calò e Luigi Lo Cascio nei panni di Totuccio Contorno
Fausto Russo Alesi “E’ stato il produttore Beppe Caschetto a propormi un film su Buscetta. Io ho iniziato a documentarmi, studiarmi le carte e parlare con una serie di persone che l’avevano conosciuto ed è venuto fuori il soggetto. Io lo considero un nobile calcolatore, vuole salvare la propria vita.e. Difende se stesso, i suoi figli, la sua famiglia e poi la sua tradizione, è un traditore conservatore. Vuole difendere il suo passato”

Favino dice che l’esperienza del film “mi ha dato tantissimo. Trovo che Buscetta sia un archetipo, l’individuo che sceglie di allontanarsi dalla società a cui apparteneva. Anche se il viaggio dell’eroe è macchiato dalla sua decisione iniziale di entrare nella mafia, visto che non apparteneva a una famiglia mafiosa”, aggiunge l’attore “c’è l’interesse per l’uomo, le vite di ognuno di noi. Di questa storia tante cose di lui ancora non le sappiamo ma è comunque importante raccontare come si è arrivati a scoprire tanto sulla mafia proprio grazie alla sua decisione di rivelarle a Falcone”. Il film, spiega l’attore “mostra Buscetta visto con gli occhi degli altri. “Lo vedono come il traditore, l’infame, la spia: ma gli occhi degli altri sono importantissimi anche per la sua vanità. Il fascino che emanava dipendeva dalla sua leggenda”.

Bellocchio non voleva fare un film convenzionale, ma volevo fosse popolare, con una sua semplicità. Si augura ” di aver fatto un bel film, perché in quel caso la storia attrae chi la vede. Oggi c’è chi vuole ridimensionare la storia e non capisco perché”.

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