sabato, 16 novembre 2019

Ardant, a volte si impara più da infelicità

Ardant, a volte si impara più da infelicità

Roma, 20 ottobre -Il giorno in cui in un café di Lione ha incontrato la donna della sua vita, Marianne (Fanny Ardant). E’ quello che sceglie di rivivere Victor (Daniel Auteil) , grazie a eccentrico imprenditore (Guillaume Canet), tra trucchi, scenografie e comparse, in La belle epoque la commedia di Nicolas Bedos, al debutto italiano all Festa del Cinema di Roma e nelle sale italiane dal 7 Novembre con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm.

“Sono tanti i momenti della mia vita che vorrei rivivere, anche momenti in cui ero infelice perché, a volte, impari di più dalle infelicità” dice l’attrice a Roma. per lei il suo personaggio, Marianne “racchiude forza e fragilità, insieme. Non si rassegna alla fine di un grande amore e invece di arrendersi diventa crudele. Ma non è una crudeltà gratuita, vuole scuotere l’uomo della sua vita”. “La nostalgia, per lei “è fondamentale, è un cibo, non siamo niente senza i nostri ricordi. E come rimanere fedeli a se stessi, se vivessimo solo nel presente saremmo schiavi dell’epoca”.

Nicolas Bedos ha avuto l’idea della storia, dalla sua tendenza a rivivere i ricordi: “Mia madre mi racconta che da ragazzino passavo pomeriggi a ricostruire intere settimane della mia vita. Vorrei che imparassimo a conservare i propri ricordi e usarli contro la frenesia della vita contemporanea. La vita è una scatola dei ricordi da cui smontare e rimontare gli eventi nella nostra memoria.”. L’attrice considera Nicolas Bedos: “un eccellente scrittore, anche di musica. E’ fondamentale lavorare con chi sa dove andare, con chi ha chiaro il focus della propria opera. E rispetto ai ricordi “Sono come i matti, non dimentico niente. Sono maestra di ricordi, ma amo anche il presente, sono due cose gemelle”. Potendo rivivere un set della sua vita, Fanny Ardant sceglierebbe “forse il primo film: La signora della porta accanto. Tutto era perfetto. Un grande film. Un grande amore. Perfetto come pianeti che si allineano”.

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