domenica, 21 aprile 2019

Aldo, da solo per una commedia- spaghetti ‘estern’

Aldo, da solo per una commedia- spaghetti ‘estern’
Photo Credit To Paolo Galletta

Roma, 18 marzo (Fr. Pierl) Una commedia ‘spaghetti estern’: così scherzosamente Aldo Baglio, alla sua prima sortita cinematografica da protagonista senza gli storici compagni d’avventura, Giovanni e Giacomo, definisce Scappo a casa di Enrico Lando, on the road comedy politicamente scorretta che prende di mira i pregiudizi e i preconcetti sui migranti. In sala dal 21 marzo in oltre 400 copie con Medusa, il film non segna la fine cinematografica del trio comico, ma “il mio desiderio di esprimermi anche in modo diverso da quello con loro. Alla soglia dei 60 anni ho voluto farlo”. Un capitolo artistico ‘in solitaria’ che fa parte di quell’anno sabbatico che AG&G hanno voluto prendersi “ per riflettere e non cadere in situazioni che non ci facessero più divertire. E’ una parentesi che ci ha arricchito. Giacomo ha fatto uno spettacolo teatrale, Giovanni ha scritto un libro. Per il film ho sempre avuto il loro supporto,. Gli ho dato da leggere la sceneggiatura e mi hanno dato molti consigli. Lo vedranno all’anteprima di Milano”. E in estate “gireremo il nostro nuovo film insieme” assicura Baglio.

In ‘Scappo a casa’ Aldo è Michele, un meccanico tanto abile nel suo lavoro quanto superficiale, egoista, razzista, intollerante, e spaventato dai veri legami (preferisce le prostitute e le storie da un notte). Un gita di lavoro a Budapest, si trasforma, dopo bagordi e donne a volontà, per lui, in un incubo, quando viene derubato di tutto e scambiato per un migrante tunisino. Rinchiuso in un centro per il rimpatrio, riesce ad accodarsi alla fuga guidata del dottore nigeriano Mugambi (Jacky Ido, che fa delle sue scene con Baglio i momenti migliori del film). Un viaggio nato nella diffidenza reciproca che porta a una serie di scoperte, come l’incontro con l”indomita Babelle (Fatou N’Diaye) Nel cast anche fra gli altri Angela Finocchiaro (”Il mio compito era portare i maglioncini di Giovanni e Giacomo per non far sentire ad Aldo la nostalgia” scherza l’attrice), ed Hassani Shapi.

“Non volevo parlare del razzismo – precisa Baglio – è un tema così importante, non credo di essere preparato per farlo. Questo è un film sul cambiamento, su una persona, come ne vediamo tante, che si trova a dover cambiare punto di vista. La coscienza gli fa fare delle domande. Michele odia i neri e si trova ad essere nero”. Mettere dei muri “non produce niente – spiega – il mondo è un po’ rotto da tutte le parti. Sia a livello ambientale che sociale, e per quanti sforzi si facciano, non è un problema che si risolve domani o fra 100 anni. Ci vuole un altro modo di affrontare il problema, ma non saprei come”. E a chi gli chiede se per lo stile di comicità aggressiva del film si sia ispirato a Checco Zalone, risponde: “ho pensato solo ad essere me stesso… anche se sarei felicissimo di fare i suoi incassi. Mi sono divertito con le citazioni, da Aldo, Giovanni e Giacomo al western, il mio è uno spaghetti ‘estern’”.

Per Jacky Ido, francese originario del Burkina Faso che in carriera è stato diretto, fra gli altri, da Quentin Tarantino (Bastardi senza gloria) e Claude Lelouch (Parliamo delle mie donne), definisce Scappo a casa “ un film estremamente politico, ma una delle ragioni per cui mi ha attirato non è perché si tocchino temi che riguardano tutta Europa, ma perché ci si allontana dai problemi sociali e politici per concentrarsi sull’umano, un approccio che manca ai politici. La storia di Michele è quella di un pesce fuor d’acqua che si confronta con un ambiente estraneo.L’incontro con l’altro rende possibile il suo cambiamento. Non è una questione geopolitica. Attraverso il comico, si umanizzano persone che sono diventate invisibili”.

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