domenica, 11 dicembre 2016

Wajda e il coraggio delle idee

Wajda e il coraggio delle idee

Roma, 14 ottobre – (Fr.Pierl) ”Questo è un film che Andrzej voleva realizzare da vent’anni, è sulla liberta dell’artista, sul modo in cui si rapporta con la realtà quando lo stato vuole dominare sulla cultura”. Lo spiega Boguslaw Linda, uno dei maggiori interpreti del cinema polacco, protagonista di Afterimage l’ultimo film, presentato in anteprima europea alla Festa del Cinema di Roma, firmato dal grande regista polacco Andrzej Wajda, scomparso a 90 anni, qualche giorno fa.

Il film, candidato polacco agli Oscar è un potente ed emozionante ritratto di Wladislaw Strzeminski, grande pittore, e fondatore del Museo d’arte moderna di Lodz, amico e allievo di Chagall, Malevic e Rodcenko, perseguitato nell’ultima parte della sua vita dal regime comunista, per il suo rifiuto di piegarsi ai dettami del realismo socialista. ”Andrzej (Oscar alla carriera nel 2000) aveva saputo della designazione, era molto felice ma all’inizio aveva il dubbio di togliere spazio ai giovani – spiega il produttore Michal Kwiecinski -. Poi però aveva capito che il suo era il film con più chance di arrivare al pubblico americano, e lo ha dimostrato il successo che ha riscosso al Festival di Toronto”.
Afterimage, che anche cromaticamente, evoca il grigiore del regime comunista, a confronto con il mondo di colori e forme astratte di Strzeminski (Boguslaw Linda, qui al suo quarto film con Wajda), trasporta il pubblico nell’incubo in cui sprofonda l’artista, che aveva imparato a dipingere dopo aver perso durante la I guerra Mondiale una gamba e una mano. La rottura con il regime avviene nel 1950. Una scelta che gli causa l’immediato licenziamento dall’Accademia di Belle Arti, dove i suoi allievi lo adorano, la radiazione dell’associazione artisti polacchi e l’impossibilità pratica di trovare lavoro. Porte chiuse che lo spingono a un’estrema povertà e alla malattia (muore nel 1952 a 59 anni). Oltre a qualche studente, tra i quali Hania (Zofia Wichlacz), innamorata di lui, gli resta vicino solo la figlia ancora bambina, Nika (Bronislawa Zamachowska), già costretta ad affrontare lutti e privazioni, come la morte prematura della madre scultrice.

Un tema, quello del film, sempre più d’attualità viste le misure restrittive su diritti acquisiti che cerca di far approvare il nuovo governo in Polonia. ”Nel nostro Paese la democrazia è in pericolo e il rischio più grande è abituarsi a questa situazione” dice il produttore. ”In quanto donna – aggiunge Zofia Wichlacz – sono terrorizzata dal fatto che possa venire a mancare il diritto a una libera scelta”. A chi gli chiede come ricordi Wajda, Boguslaw Linda risponde: ”era un maestro, ma era anche rimasto un eterno bambino che ad ogni film non vedeva l’ora di rimettersi a giocare”.

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