lunedì, 23 luglio 2018

Addio a Carlo Vanzina, erede della grande commedia all’italiana

Addio a Carlo Vanzina, erede della grande commedia all’italiana

Roma, 8 Luglio – Se ne è andato a 67 anni, Carlo Vanzina, uno dei padri della commedia popolare italiana. Un cinema che ha raccontato l’Italia degli anni 80 e 90, guardando al cinema dei padri, cinematografici e reali. «Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia – si legge nella nota della famiglia che ha annunciato la scomparsa- ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese». Figlio di Steno, cresciuto sui set di Monicelli e De Sica, aveva respirato la commedia all’italiana con il fratello Enrico, con il quale ha creato un sodalizio inscindibile del cinema italiano, creando i primi titoli che avrebbero dato poi il via al filone dei cinepanettoni. Carlo Vanzina era un uomo gentile e colto, capace di cogliere con il suo cinema l’Italia che cambiava, i mutamenti sociali e di costume, e lanciando decine di personaggi.

Carlo inizia la carriera nel cinema nei primi anni ’70 come aiuto regista di Mario Monicelli con ‘Brancaleone alle crociate'(1970) e poi ‘La mortadella (1971). Collabora con il padre in film come ‘Anastasia mio fratello (1973) e con Alberto Sordi  in ‘Polvere di stelle’ (1973). Il suo debutto alla regia c’è nel  1976 con Luna di miele in tre, scritto dal fratello Enrico, interpretato da Renato Pozzetto.

Nel corso di circa quarant’anni di carriera ha realizzato una sessantina di film, fra i quali molti cult della risata per più di una generazione come  Eccezzziunale… veramente’ (1982) con la scoperta di Diego Abatantuono;  ‘Sapore di mare’ (1983) diventato nuovo capostipite di un genere e nello stesso anno, il film considerato fondante dei ‘cinepanettoni’, Vacanze di Natale, dove lancia al cinema, fra gli altri, Claudio Amendola. tra gli altri film, anche virate sul giallo con Sotto il vestito niente sul film sociale, con Tre colonne in cronaca, dove dirige Gian Maria Volonté e sulla dramedy elegante con Il pranzo della domenica. Racconta con ironia e senza volgarità il cambio del costume per gli italiani, da Vacanze in America a Yuppies, da In questo mondo di ladri, a Caccia al tesoro.

Già decine  gli omaggi via social di amici, collaboratori e spettatori dei suoi film. Fra gli altri, Alessandro Gassmann lo definisce “un signore del cinema”, pubblicando una foto di Carlo e Enrico bambini in braccio ad Alberto Sordi sul set di Un Americano a Roma, mentre Carlo Verdone lo ricorda come “un mio caro amico, persona squisita, persona perbene, ha lottato per mesi come un leone”. E il direttore della Festa del Cinema di Roma, Antonio Monda si dice “onorato di ricordarlo e omaggiarlo al RomaFF13”.

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