lunedì, 26 giugno 2017

La legge cinema e gli archivi

La legge cinema e gli archivi

Roma, 27 gennaio (fr. Pierl) – Stabilire una linea di azione comune tra archivi e cineteche sui punti della legge che toccano da vicino il documentario, la digitalizzazione dei materiali, la formazione, la memoria. Sono stati fra i punti al centro del seminario ‘Valore e limiti della legge cinema – Temi, questioni e opportunità per archivi e cineteche’, organizzato dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

 

Voci critiche e favorevoli alla nuova legge e proposte di modifiche attraverso i decreti attuativi si sono alternate fino all’intervento finale di Nicola Borrelli, direttore generale per il cinema del Mibact.

”Nella legge vedo soprattutto limiti, che rischiano di aggravare ulteriormente l’impoverimento culturale del Paese – dice Stefania Brai, Responsabile Cultura di Rifondazione Comunista -. Una legge che rientra nella filosofia del governo Renzi, con i finanziamenti pubblici che vengono dirottati alle imprese e al mercato invece che in servizi al cittadino”. Francesco Martinotti presidente dell’Anac, evidenzia, tra i punti da correggere ”la regole secondo la quale i membri del nuovo viene istituito il Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo (che svolgerà attività di elaborazione delle politiche di settore) non potranno accedere ai contributi selettivi del Fondo. Questo non permetterà agli autori di farne parte”.

 

Felice Laudadio, nuovo presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia sottolinea invece che ””Occorre una sorta di authority, ruolo che secondo me dovrebbe svolgere la Cineteca Nazionale, che garantisca, con qualcosa di simile a un ‘bollino di qualità’, che i materiali cinematografici dichiarati restaurati lo siano realmente. Ci sono falsi restauri venduti come veri ma che sono in effetti lavaggi, molto pericolosi, perché le pellicole si sfasciano”. Inoltre secondo lui ” una rete di cineteche sarebbe molto utile per risolvere l’enorme problema, che  esiste, di conservazione e restauro delle pellicole”.

Roberto Cicutto, presidente e ed dell’Istituo Luce Cinecittà torna sulla necessità di collaborazione fra i vari archivi anche in vista della creazione del l Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, che verrà realizzato nei 3000 mq dell’ex Laboratorio di sviluppo e stampa a Cinecittà  “dovremmo partire con i lavori in primavera, con l’obiettivo di inaugurarlo a ottobre”. Sarà un viaggio immersivo nell’immaginario italiano, individuale e collettivo tra cinema, fotografia e televisione. Un’esperienza attiva che potrà essere arricchita da mostre tematiche, retrospettive, cicli di seminari, conferenze, workshop e master class. Verrà concepito inoltre come laboratorio permanente, dello sviluppo tecnologico dei mestieri del cinema e dell’audiovisivo e ospiterà una bibliomediateca, per portare al pubblico gli Archivi del Luce e quelli partner”.

Maria Teresa D’Arcangelo, vicedirettore del Festival Internazionale Cinema Donne di Firenze  fa notare come nella nuova legge ”non si parli mai delle donne nel cinema: ””Non c’è niente ed è stupefacente considerando che il Mibact ha collaborato a uno studio dell’EWA (European Women’s Audiovisual network) nel quale si spiegava che le donne registe in Italia stanno malissimo, sono meno del 5%. Eppure non c’è nessun discorso sulla formazione né sul sostegno per le autrici”.

Borrelli sul punto ha risposto che  ”La parità di genere “è un tema implicito nella nuova legge sul cinema. Vedremo nei decreti attuativi come calibrarlo e metterlo in risalto”. Inoltre ha respinto le critiche di chi ha accusato la legge di non pensare al pubblico, ma di favorire principalmente le imprese e l’ide di cinema come industria: ”La legge invece di concentrarsi sulle associazioni culturali e circoli si concentra sulla scuola – ricorda Borrelli – con 12 milioni di euro l’anno da utilizzare con il ministero dell’istruzione. E non c’è modo migliore di pensare al pubblico”

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