domenica, 20 agosto 2017

Premio Bianchi a Ugo Gregoretti

Premio Bianchi a Ugo Gregoretti

Lido di Venezia, 8 settembre –  ”Il mio primo film, I nuovi angeli nel’62, aveva vinto il premio opera prima intitolato a Mario Gromo. Oggi concludo la mia parabola con la presenza ideale di un altro grandissimo critico, Pietro Bianchi. E’ un ponte che mi sembra bellissimo”. Lo ha detto ugo gregoretti, ricevendo stamattina alla Mostra del cinema di Venezia il Premio Pietro Bianchi del Sindacato nazionale Giornalisti Cinematografici, assegnato ogni anno durante il festival a un grande protagonista del cinema italiano.

 

”La storia di Ugo – ha spiegato Laura Delli Colli, presidente del Sngci è segnata da una freschezza e un’umanità straordinarie. E’ stato un grande regista e un comunicatore capace di trasmettere impegno e ironia, anche nei suoi lavori televisivi, meravigliosi e sempre attuali”.
Secondo il direttore della Mostra Alberto Barbera, Gregoretti ”sa conciliare intelligenza, ironia, profondità cultura, in maniera personale e originale, una cosa rara”.

Lo humour e l’autoironia del regista sono emersi anche in ‘Con Ugo’, il documentario di Gianfranco Pannone proiettato dopo la premiazione in sala Pasinetti. Un ritratto del cineasta, tra chiacchiere e una passeggiata per Roma, dove, fra l’altro, Gregoretti parla del progetto che sta scrivendo, tratto dalla sua autobiografia (‘La storia sono io’), e regala aneddoti divertenti, come quando ”a un incontro con l’altro Papa, sono arrivato in un rilevante ritardo perché ero incerto sulla cravatta da mettere”.

 

Dopo il documentario è stato proposto Maggio musicale, film che Gregoretti ha diretto nel  1989. ”È un film recuperato grazie alla Cineteca Nazionale,che il Sngci ringrazia, interpretato da Malcom Mc Dowell nel ruolo di un regista teatrale che affronta la difficoltà di una messinscena della Bohème, appunto, durante il Maggio Fiorentino. Ambientato nel mondo del melodramma, con la partecipazione nel ruolo di se stessi anche del tenore Chris Merritt e della soprano Shirley Verrett è un film che Gregoretti girò con molti spunti autobiografici, tornando alla regia cinematografica, alla vigilia degli anni Novanta, dopo una lunga esperienza vissuta prevalentemente in tv”.

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