mercoledì, 30 settembre 2020

Padrenostro, rapporto padre – figlio negli anni di piombo

Padrenostro, rapporto padre – figlio negli anni di piombo

Roma, 4 settembre – Nel 1976, Alfonso Noce vicequestore a Roma, è stato bersaglio di un attentato terroristico dei Nuclei Armati Proletari: sopravvisse ai 100 colpi di mitra sparati che fecero però due altre vittime. 34 anni dopo Claudio Noce, figlio del vicequestore che all’epoca dei fatti aveva due anni, si ispira a quel dramma per Padrenostro, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, in arrivo nelle sale il 24 settembre con Vision Distribution.

Protagonista nel film, ambientato nel 1976, è Valerio (Matteo Garaci), bimbo di dieci anni con una fervida immaginazione. La sua vita viene sconvolta quando, insieme alla madre Gina (Barbara Ronchi), assiste all’attentato ai danni di suo padre Alfonso (Pierfrancesco Favino) da parte di un commando di terroristi. Da quel momento, la paura e il senso di vulnerabilità segnano drammaticamente i sentimenti di tutta la famiglia. Ma è proprio in quei giorni difficili che Valerio conosce Christian (Francesco Gheghi), un ragazzino poco più grande di lui. Solitario, ribelle e sfrontato, sembra arrivato dal nulla. Quell’incontro, in un’estate carica di scoperte, cambierà per sempre le loro vite.

“La difficoltà che avevo era trovare il punto di vista per raccontare questa storia – spiega in conferenza stampa Noce – La necessità di raccontarla ha preso forma quando ho capito di poterlo fare in una chiave universale, non privata”. Mentre “Claudio mi raccontava la storia, mi sono reso conto di rivedere me bambino, mio padre, e il rapporto con lui, riconoscevo la mia infanzia – aggiunge Favino -. Riconoscevo, gli umori, i sapori i silenzi. Noi cinquantenni facciamo parte di una generazione che per non aver partecipato a grandi eventi storici è stata messa un po’ da parte”.

Leggi anche