lunedì, 6 luglio 2020

Barbera, una Mostra nel segno dei generi

Barbera, una Mostra nel segno dei generi

Roma, 25 luglio (fr. Pierl).

Barbera, una Mostra nel segno dei generi

“Un’edizione ricca in tanti sensi, curiosa, con moltissimi film di genere che sono film d’autore. E’ come se gli autori avessero pensato che per ritrovare il legame col pubblico dovessero passare passare per codici, come i crime movie, i western i polizieschi”. Lo dice il direttore artistico della Mostra Internazionale del Cinema di venezia, arrivata alla 75/a edizione (29 agosto – 8 settembre). Ci sono “in programma molti grandi autori, alcuni per la prima volta a Venezia, ma anche moltissime scoperte. Sono otto le opere prime e seconde e di queste due nella competizione principale. Undici invece sono le registe nelle varie sezioni del concorso.

Nel concorso principale ci sono 21 titoli. Sono tanti ma è una stagione particolarmente ricca, tano che abbiamo dovuto rinunciare a molti film”.

La corsa al Leone d’oro, film per film, secondo Barbera:
FIRST MAN di DAMIEN CHAZELLE: “Non voglio fare spoiler. Non aspettatevi una cosa alla Lala land, in questo film non c’è nessun sentimentalismo. Racconta Neil Armstrong, dall’entrata nel programma della Nasa nel 1961 allo sbarco sulla luna nel 1969” .

THE MOUNTAIN di RICK ALVERSON: “Ne sono protagonisti Tye Sheridan che ha già vinto il premio Mastorianni per Joe, e Jeff Goldblum in una performance straordinaria. Alverson che ha già vinto per i suoi film Premi a Rotterdam e Locarno, è impressionante per qualità visiva e messa in scena”.

DOUBLES VIES di OLIVEIR ASSAYAS: “E’ una riuscitissima commedia con grande cast di attori, tra i quali Guillaume Canet e Juliette Binoche. E’ la storia di due coppie che si incrociano professionalmente e sentimentalmente. Ed è anche una riflessione su come siano cambiate le nostre vite con la rivoluzione digitale”.

THE SISTER BROTHERS di JACQUES AUDIARD: “E’ un western europeo con Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, john C. Reilly. E’ girato tra Spagna e Romania ma è assolutamente, veritiero e sorprendente per gli sviluppi narrativi di grandissima ironia. Il film è una riflessione sui codici del western rispettandoli e rovesciandoli”.

THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di JOEL E ETHAN COEN: “Nel cast Tim Blake Nelson, James Franco, Liam neeson, Tom Waits. Sono 6 episodi, di tono diverso. Si inizia con wetern canterino. Essendo un film dei Coen non è solo un western ma anche un film sulla morte del western e sull’America di oggi”.

VOX LUX di BRADY CORBET: “Tra i protagonisti Natalie Portman, Jude Law e Stacy martin. E’ sorprendente, la storia di una giovane ragazza della provincia americana che uscendo da un evento drammaticom diventa grande star pop, con quello che comporta per compromessi e ripercussione sui rapporti familiari”.

ROMA di ALFONSO CUARON: “Sono serviti cinque anni per realizzarlo, è largamente autobiografico, racconta un periodo della famiglia di Cuaron. E’ in bianco e nero e l’ha acquistato netflix, Cuaron l’ha girato in assoluta libertà. Ci sono voluti solo due anni per ricostruire minuziosamente la casa nella quale il regista è cresciuto. Tutta questa attenzione certosine non soffoca la capacità inventiva di Cuaron”.

22 JULY di PAUL GREENGRASS: “Racconta la storia dell’attentato compiuto da Anders il 2 luglio 2011 in Noervegia. E’ una ricosstruzione minuziosa, che racconta anche quello che succede dopo la strage”.

SUSPIRIA di LUCA GUADAGNINO: “Con Dakota Johnson e Tilda Swinton che fa tre parti Nel film. Non posso dire altro, lo scoprirete”.

OPERA SENZA AUTORE di FLORIAN HENCKEL VON DONNERSMARCK con tom Stanti hilling, Paula Beer e Sebastian koch: “L’utore de LaVita degli altri torna con film molto ambizioso che racconta ciò che è avvenuto in Germani, dall’avvento del nazismo agli anni 60 e 70. Von Donnersmarck compie anche riflessione sull’arte. E’ uno dei film che superano le due ore

THE NIGHTINGALE di Jennifer kent con Sam Claflin: E’ una oroduzione grossa e ambiziosa, ambientato nel 1825 in Australia. La protagonista è una donna e si racconta il suo percorso di vendetta verso un ufficiale australiano che ha usato la vendetta nei confronti dei famigliari”.

THE FAVOURITE di YORGOS LANHIMOS: “Con Olivia Colman, che è ancora poco conosciuta ma è un’attrice straordinaria, Emma Stone, Rachel Weisz. Eì la storia di Anna d’Inghilterra tra il 1702 e il 1707. Un periodo che viene raccontato in modo provocatorio, come ci si può aspettare da Lanthimos. Il film aprirà il Festival di New York”.

PETERLOO di MIKE LEIGH con Rory Kinnear: “Sembra parlare del passato ma si parla del presente. Al centro del racconto su brutto episodio della storia inglese avvenuto a Manchester nel 1819. Doveva esserci una grande manifestazione pacifica per chiedere la rappresentanza nel Parlamento inglese ma venne repressa nel sangue. Non è difficile leggere in filigrana una riflessione sui tanti abusi del potere di oggi”.

CAPRI REVOLUTION di Mario Martone con Marianna Fontana: “E’ l’ideale conclusione della trilogia del regista, iniziata con Noi credevamo e continuata con il giovane favoloso. La protagonista qui è una giovane pastorella che a Capri scopre una comunità di artistu che vive in libertà assoluta. E’ una sorta di realtà proto hippie degli anni ’10. In quel periodo si sono sperimentati in più forme per un po’ di tempo nuovi modelli di coesistenza sociale e individuale, poi travolti dalla Prima Guerra Mondiale”.

WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE di Roberto Minervini: “E’ un documentario sul razzismo nella società americana, che viene raccontato in tre episodi e ritratti. Ne sono protagonisti due fratelli adolescenti neri, una giovane barista nera e soprattutto le Black Panther che sono rinate, anche se sono un fenomeno marginale e combattuto”.

SUNSET di LAZLO NEMES: “E’ ambientato alla vigilia della Prima guerra mondiale. E’ un film che si avvolge a spirale su se stesso”.

FRERES ENNEMIS di DAVID OELHOFFEN: “E un polar con Mathias Schoenaers. Ricorda The Departed e ha un cast straordinario”.

NUESTRO TIEMPO di CARLOS REyGADAS: “E’ stato nella fazenda di Reygadas, dove il regista ha un allevamento di cavalli. Lui e la moglie, l’attrice Natalia Lopez, recitano se stessi nel film ma non è una storia autobiografica. Si racconta il tentativo di costituire una coppia aperta”.

AT ETERNITY’GATE di JULIAN SCHNABEL: “E’ sugli anni di Van Gogh, dall’arrivo nel sud della Francia fino all’internamento in manicomio. La prova di Dafoe è talmente straordinaria che d’ora in poi sarà visto come il volto di Van Gogh”.

ACUSADA di GONZALO TABAL: “E’ la seconda prova di questo giovane autore argentino. Un film tesissimo su eventi reali, che ricordano il processo ad Amanda in Italia. Ci ha sorpreso”

KILLING di SHINYA TSUKAMOTO: “E’ un film di samurai non tradizionale. Il guerriero protagonista si scopre incapace di uccidere”.

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