sabato, 4 luglio 2020

Zero, ho costretto la vita a sorridermi

Zero, ho costretto la vita a sorridermi

Roma, 15 marzo – “La vita non voleva sorridermi, io l’ho costretta a farlo”. Lo dice Renato Zero, parlando del suo grandioso spettacolo quasi “di teatro totale’, Zerovskij – Solo per amore, che dopo il tour sold out del 2017 arriva al cinema con un’uscita evento dal 19 al 21 marzo in 300 copie distribuito da Lucky Red, e “le prevendite stanno già andando benissimo” dice Andrea Occhipinti.

Il racconto in musica di oltre 2 ore e 20, ideato, scritto e diretto da Renato Zero, con la collaborazione di Vincenzo Incenzo, è ambientato un una onirica stazione ferroviaria, in cui Zerovskij è capostazione, incontriamo come viaggiatori Amore, Odio, Tempo, Morte, Adamo, Eva e Dio, e un figlio di nessuno, Enne Enne, ragazzo abbandonato che proprio il capostazione anni prima ha raccolto in fasce in un vagone dismesso.Ne nasce un bailamme di tentazioni, disperazioni, speranze, rinascite, punteggiato dalle canzoni del cantautore romano.

”La musica esce così da certi obbligati confini. Dalla prospettiva di sentirsi relegata nello spazio di pochi asfittici minuti. E per me questa rappresenta l’occasione di tornare ad essere ancora l’imprevedibile sobillatore di coscienze. L’esagerato. Il visionario. Quello che rinuncia alla ‘cassetta’ per rappresentarsi in tutta la sua ecletticità” spiega.

”Con tutto il rispetto per i miei successi – aggiunge – non se ne poteva più di riproporli in concerto. A questo popolo di zerofolli bisognava dargli di più.” Sul treno di Zerovskij ”ritrovo tutte le esperienze che ho fatto, musica, ballo, recitazione – dice – riunite in un unico coro per vedere, come direbbe Jannacci, ‘l’effetto che fa”’. Per lui Zerovskij è” un viaggio nella condizione umana. Un progetto ambizioso che all’inizio ha fatto storcere il naso a più di qualche sorcino della prima ora ma se uno ha voglia di sperimentare non può stare lì a subire le pressioni del mercato o delle tendenze”.

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