sabato, 21 settembre 2019

Weaver, fantascienza racconta presente e futuro

Weaver,  fantascienza racconta presente e futuro

Roma, 24 ottobre (Fr. Pierl) – Essere un’icona dei film di fantascienza? ” Una cosa che non avrei mai immaginato. A inizio carriera sognavo il teatro e Shakespeare, ma amo la fantascienza. E’ il genere più vicino ai grandi quesiti sull’esistenza, racconta quello che stiamo facendo a questo mondo e parla del nostro futuro. Come ha fatto Jim Cameron in Avatar”. Lo dice Sigourney Weaver, protagonista di un bell’incontro con il pubblico alla Festa del Cinema di Roma. L’attrice sarà anche fra i protagonisti dei sequel del blockbuster, che usciranno nei prossimi anni: “Jim ha finalmente finito di scrivere la saga, e c’è grande entusiasmo, ogni capitolo è diverso dall’altro, e tutte le vote sul set ci dice ‘Oggi faremo qualcosa che non abbiamo mai fatto'”.

Hollywood “ormai vuole solo restare su un terreno noto, riproponendo ancora e ancora ciò che ha avuto successo. Non capiscono quanto questo sia terribile per il pubblico. C’è bisogno di storie complesse e raffinate. Ma a Hollywood non interessa molto la nostra anima, solo i soldi”. Parola di Sigourney Weaver protagonista di un brillante incontro ravvicinato moderato da Antonio Monda alla Festa del Cinema di Roma.
Elegante in un abito tunica color rosso e perla (“E’il mio vestito più italiano” ha commentato sorridendo), si è a lungo fermata a fare selfie e firmare autografi sul red carpet, dove erano arrivati molti fan vestiti con i costumi di Ghostbusters. Tra i temi della conversazione con Antonio Monda il cinema nella visione di Hollywood: “Ormai là – spiega – vuole solo restare su un terreno noto, riproponendo ancora e ancora ciò che ha avuto successo. Non capiscono quanto questo sia terribile per il pubblico. C’è bisogno di storie complesse e raffinate. Ma a Hollywood non interessa molto la nostra anima, solo i soldi”. Quando Monda le cita su Hollywood una frase di Coppola, secondo cui “oggi sarebbe solo una farmacia che vende sedativi e viagra” lei ride insieme al pubblico: “non l’avevo mai sentita ma mi sembra una definizione perfetta”. In mattinata parlando con la stampa l’interprete di Un anno vissuto pericolosamente aveva anche commentato il movimento #metoo: “Era ora che le cose cambiassero è un passo fondamentale nella lotta per la qualità sul posto di lavoro. Donne coraggiose si sono fatte avanti e hanno avviato una rivoluzione”.

Secondo l’attrice “i lavoratori del cinema, volevano che le cose cambiassero da tempo, penso tutti abbiamo fatto un sospiro di sollievo. Ora per uomini donne ci sono più possibilità, un terreno di maggiore uguaglianza e rispetto. Negli Usa questi movimenti sono stati accolti con favore dalla maggior parte delle persone”. Nella sua carriera ha recitato spesso ruoli di donne forti: “Sono una donna alta e molti produttori trovavano che io suscitassi interesse negli uomini. Non riuscivano a vedermi come fidanzatina del protagonista e infatti l’ho recitata solo in Un anno vissuto pericolosamente ma era una sceneggiatura fantastica. Nella mia carriera a ingaggiarmi sono stati sempre registi molto fantasiosi, come Peter Weir, James Cameron o Ridley Scott”. Tra i ruoli che le sono sfuggiti c’è quello di Julia Childs (la cuoca star delle tv americana, interpretata da Meryl Streep in Julie & Julia) : “Ero una sua grande fan, ed ero alta come lei, Meryl no – dice sorridendo – comunque ho amato molto il film”. Tra i registi con cui le piacerebbe lavorare ci sono Martin Scorsese e Luca Guadagnino, “che mi ha già chiesto di essere in due suoi film. Uno non l’ha più girato e l’altro non ho potuto farlo”. Sigourney ha anche pensato all’idea di passare dietro la macchina da presa: “Mi piacerebbe e ogni tanto ci sono stata vicina, ma ho una figlia unica e starei troppo tempo lontano da lei”.

Come la formula dell’incontro prescrive, sono stati riproposti alcuni spezzoni di film della sua carriera: Ghostbusters di Ivan Reitman (“Pochi comprendono quanto sia complesso e difficile il genere della commedia”); Una donna in carriera di Mike Nichols, (“il regista più divertente e colto con cui ho lavorato”); Gorilla nella nebbia di Michael Apted, sulla vita di Dian Fossey; La morte e la fanciulla di Roman Polanski (“Era una storia che sentiva molto personale”); Tempesta di Ghiaccio di Ang Lee (“Bastava ci guardassimo per capire cosa fare”), Avatar di James Cameron e Alien di Ridley Scott (“Ridley amava moltissimo l’improvvisazione, e ha funzionato, non sapevo mai cosa sarebbe successo sul set”). Per la clip di un film, non suo, che ama, l’attrice ha scelto invece Brokeback mountain sempre di Ang Lee: “Credo sia una delle più belle storie d’amore mai raccontate”, spiega commuovendosi.

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