mercoledì, 18 settembre 2019

Von Donnersmarck, l’arte contro l’orrore

Von Donnersmarck, l’arte contro l’orrore

Venezia, 4 settembre – “Mi sono innamorato dell’idea di fare un’esplorazione della creatività umana che rende possibile ad ogni artista di prendere le proprie ferite e trasformarle in arte.”. Così Florian Henckel Von Donnersmarck, premio Oscar per Le vite degli altri, spiega, in perfetto italiano, la genesi di Opera senza autore’ in concorso alla 75/a edizione della Mostra del cinema di Venezia. Ispirato a fatti realmente accaduti, il film, che sarà in sala con 01 dal 4 ottobre, attraversa tre epoche della storia tedesca narrando le vicende di Kurt (Tom Schilling), giovane studente d’arte che si innamora di Ellie (Paula Beer), sua compagna di corso. Il padre della ragazza, il professor Seeband (Sebastian Koch), rinomato medico, disapprova la scelta della figlia e promette di porre fine alla relazione. Nessuno sa però che le loro vite sono già legate da un orrendo crimine, commesso da Seeband decenni prima.

“Non scelgo una storia – dice il regista – sono le storie a scegliere me”. Von Donnersmarck crede ovviamente “nell’arte libera ma quando un sistema politico decide cosa deve essere l’arte questa ovviamente è già perduta”. A una giornalista tedesca che non ha apprezzato il modo in cui il film mostra le camere a gas, il regista risponde: “Il mio intento era quello di rimanere fedele alle parole che la zia di Kurt dice al bambino, ‘Non distogliere lo sguardo’, non volevo presentare le cose in modo semplicistico o di evitare certi aspetti particolarmente dolenti, per quanto duri da trattare. Non ho parlato dell’olocausto, ma di un capitolo di cui non si tende a parlare, l’eliminazione delle persone malate di mente o handicappate durante il nazismo ed ha invitato ad essere più attenti con le parole poiché si tratta di argomenti molto seri”.

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