martedì, 26 settembre 2017

Voci femminili alla SIC 2017

Voci femminili alla SIC 2017

La SIC 2017 è donna: ben 5 (e mezzo) opere su nove del programma ufficiale hanno uno sguardo al femminile e sono pronte a imporsi, forti della loro unicità. Come sottolinea Giona A. Nazzaro, il delegato generale della Settima della Critica, che torna alla Mostra di Venezia per la 32.ma volta, “le donne al cinema viaggiano con un bagaglio più leggero e sono più libere. Firmano film sensuali, erotici e divertenti, senza zavorre”.

Non è questione di quote rosa e non è una scelta mirata, precisa il critico, affiancato dai selezionatori Luigi Abiusi, Alberto Anile, Beatrice Fiorentino e Massimo Tria. Ma è un dato di fatto che le donne prendano sempre più spazio e facciano sentire la propria voce, come accade anche nell’unico titolo italiano in concorso, Il cratere, in cui Silvia Luzi divide la macchina da presa con Luca Bellino.

“È un film d’osservazione, importante – sottolinea Nazzaro – Un viaggio sorprendente che ha per protagonisti un padre e una figlia, sullo sfondo di una Napoli non stereotipata”. Lui (Rosario Caroccia) sogna che lei (Sharon Caroccia) possa diventare una diva neomelodica e la loro storia è raccontata con toni neorealisti e impronta documentaristica, terreno già battuto dagli autori ne L’arte della guerra (2012).

Le altre sei pellicole in gara della SIC (che quest’anno è accompagnata da una nuova immagine, firmata da Carmine Di Giandomenico) sono: il tedesco Drift di Helena Wittmann, il francese Les garcons sauvages di Bertrand Mandico, il turco The Gulf di Emre Yeksan, lo svizzero Sarah Plays a Werewolf di Katharina Wyss, il danese Team Hurricane di Annika Berg e l’argentino Temporada de caza di Natalia Garagiola. La scelta è stata fatta dopo aver visionato 459 film, tra i quali hanno convinto anche l’inglese Pin Cushion di Deborah Haywood, che strizza l’occhio a Ken Loach e ha il compito di aprire la SIC, presentato fuori concorso. Così come Veleno di Diego Olivares, che batte bandiera italiana, con un’inedita Luisa Ranieri che ricorda sia la Loren, sia la Lollobrigida, come anticipa Nazzaro.

Attenzione poi ai cortometraggi e al nostro cinema con SIC@SIC, che riunisce sette opere brevi e due eventi speciali: Nausicaa – L’altra Odissea di Bepi Vigna e L’ultimo miracolo di Enrico Pau. Talenti in patria non mancano, secondo il delegato generale: “Ci sta a cuore il cinema italiano, è una riserva d’ossigeno – afferma – I corti testimoniano come sappia spaziare a 360 gradi, ci sono anche lavori sperimentali e saggisti, tutti volti in una direzione contemporanea”.

E se la tendenza attuale sembra essere quella di “cercare e volere un dialogo con il documentario e con le storie di ogni giorno”, desiderando però anche un po’ di leggerezza con la commedia surreale, la parola “crisi” è sempre troppo presente: “Sentiamo parlare di crisi da sempre, da quando esiste il cinema – conclude Nazzaro – Siamo sempre in crisi, ma i talenti che esistono e che abbiamo scelto smentiscono questa crisi. Ed è vero che ci sono anche film brutti, ma se si fanno significa che ci sono i soldi e questo è il privilegio della democrazia. Chi fa cinema oggi è una masnada di corsari agguerriti”. Vedere per credere, al Lido, dal 30 agosto al 9 settembre.

(Fr. Palm.)

 

 

 

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