mercoledì, 18 settembre 2019

Verdone, Il premio Bianchi è un onore e un incoraggiamento

Verdone, Il premio Bianchi è un onore e un incoraggiamento

venezia, 1 settembre (Fr. pierl) – “Avere il premio Bianchi è un grande onore visti i grandissimi nomi che l’hanno preso prima di me, e un incoraggiamento visto che continuo a lavorare, anzi ho appena finito il soggetto di quello che potrebbe essere il mio nuovo film” dice sorridendo. Lo dice Carlo Verdone che ha ricevuto al lido il premio Bianchi dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici. Un’occasione per cui sono arrivati anche il direttore della Mostra Alberto Barbera e il presidente della Biennale Paolo Baratta.

“Io l’ho anche conosciuto Pietro Bianchi – ha ricordato L’attore e e regista – avevo accompagnato mio padre a Grado a una rassegna di cinema muto e lì ho incontrato La grande Francesca Bertini, una grande emozione. Con noi c’era anche Pietro Bianchi un signore che trasmetteva grande autorevolezza, ma anche simpatia”. E’ molto profondo anche il legame del regista con Venezia: veniva qui da bambino negli anni ’50 e ’60 con la famiglia, quando il papà lavorava alla Mostra, poi c’è tornato negli anni da spettatore, due volte da giurato, e ora da premiato. Quella con il Lido “è una storia bellissima, iniziata con un bambino che guarda il cinema con occhi d’incanto, e ha il papà che lavora alla Mostra, poi questo incanto diventa realtà. Chi se lo sarebbe mai immaginato, che avrei attraversato 40 anni di carriera… incredibile. Serve talento, un pizzico di fortuna ma soprattutto la salute”. Non mancano gli aneddoti sui suoi soggiorni a Venezia, “come la volta da bambino, quando mia madre sulla spiaggia mi incoraggiò ad andare a chiedere un autografo a Alberto Sordi ma lui che coi bambini scherzava a modo suo mi rispose ‘non te lo faccio, perché c’hai la faccia da russo’, io gli dicevo che ero romano e anche suo vicino di casa ma lui ripeteva “no sei bugiardo, sei de Mosca’… alla fine però l’autografo me lo fece”. O quando “l’argomento del giorno delle signore in spiaggia fu Vittorio De Sica, che la sera prima aveva perso al casinò 150 milioni, una cifra colossale per l’epoca”. Come giurato del concorso invece “ho avuto la prima volta (nel 1994) come presidente David Lynch e vinsero Natural Born Killers e Vive l’amour, e la seconda( nel 2014) Alexandre Desplat, con cui non fu un’esperienza facile. Io ero convinto dovesse vincere Birdman, ma Desplat e un altro gruppetto di giurati quasi mi ridicolizzò reputando quello un film minore e fecero vincere ‘il piccione’ (‘Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza’ di Roy Andersson, ndr). Mi dovetti battere molto anche per far dare i premi per gli attori ai protagonisti del film di Saverio Costanzo (Alba Rohrwacher e Adam Driver per “Hungry Hearts”), che erano bravissimi. Dopo l’Oscar a Birdman Desplat commentò in tv che forse avevano tutti sbagliato in giuria. Io avrei voluti dirgli, non tutti… tu”. Verdone prende Ha infatti appena inviato al produttore Aurelio De Laurentiis il soggetto di quello che potrebbe essere il suo nuovo film: “l’ho scritto con Guaglianone, Menotti e Plastino. Per ora non è un film corale. Se a De Laurentiis piacesse l’idea, dovrò fare uno sforzo artistico pazzesco, forse il più grosso della mia carriera… vedremo”. ”

Alla Mostra non ha mai pensato di inviare un suo film: “mi basta il favore del pubblico che è la cosa più importante… anche se penso che un film come Compagni di scuola non avrebbe sfigurato”.

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