venerdì, 22 ottobre 2021

Venezia: La scuola cattolica, il delitto del Circeo tra privilegio e impunità

Venezia: La scuola cattolica, il delitto del Circeo tra privilegio e impunità

Roma, 6 settembre – “Pur essendoci al centro della storia il delitto del Circeo, il tema principale è la società borghese di quel momento e soprattutto il senso di impunità. Non ho illuminato quella vicenda come un conflitto di classe, pariolini/borgata, né volutamente messo l’accento sull’estrazione politica, il loro essere fascisti, né sull’uso di droghe: si muovono da fascisti e da drogati, si vede e mi basta”. Lo dice Stefano Mrdini, parlando di la scuola cattolica, il film che porta sul grande schermo il libro vincitore del Premio Strega di Edoardo Albinati, presentato alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia fuori concorso e dal 7 ottobre in sala con Warner Bros.

Un cast che comprende Benedetta Porcaroli, Giulio Pranno, Emanuele Maria Di Stefano, Giulio Fochetti, Leonardo Ragazzini, , Federica Torchetti, Gianluca Guidi, Corrado Invernizzi, Beatrice Spata, Giulio Tropea, Fabrizio Gifuni, Fausto Russo Alesi, Valentina Cervi, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, e Jasmine Trinca dà vita alla storia: in un quartiere borghese della capitale sorge una nota scuola cattolica maschile dove vengono educati i ragazzi della migliore borghesia. Le famiglie sentono che in quel contesto i loro figli possono crescere protetti dai tumulti che stanno attraversando la società e che quella rigida educazione potrà spalancare loro le porte di un futuro luminoso. Nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1975 qualcosa si rompe e quella fortezza di valori inattaccabili crolla sotto il peso di uno dei più efferati crimini dell’epoca: il delitto del Circeo. I responsabili sono infatti ex studenti di quella scuola, frequentata anche da Edoardo, che prova a raccontare che cosa ha scatenato tanta cieca violenza.

“Questo film racconta l’ambiente da cui è germogliato il seme distorto che ha prodotto una delle pagine più nere dell’Italia del dopoguerra – spiega Mordini -. I ragazzi protagonisti di questa storia hanno ricevuto tutti la stessa educazione. Sono dei privilegiati, il loro lato oscuro prende forma nelle pieghe di una vita normale, alto borghese. Sempre alle spalle di genitori che non si accorgono di nulla, neanche dell’odio che i figli provano per loro. Sarà solo dopo il massacro che ogni genitore di quel quartiere romano si chiederà, guardando il proprio figlio, se anche dentro di lui si possa annidare il germe di un mostro. Questa storia, che comincia qualche tempo prima e si conclude con il delitto stesso, vive di una domanda: quella società di cui facevano parte i colpevoli ha fatto veramente i conti con sé stessa?”. Per benedetta Porcaroli interprete nel film di Dinatella Colasanti, scampata al massacro fingendosi morta, “è doveroso e necessario raccontare ancora questa storia alla mia generazione. E’ stato emotivamente forte elaborare tutto questo come persona e come attrice. Spero di aver restituito a Donatella ancora un po’ di giustizia”:

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