lunedì, 3 ottobre 2022

Venezia, Guadagnino in concorso con Bones and All

Venezia, Guadagnino in concorso con Bones and All

Venezia, 2 settembre- Primo film italiano in concorso (sono cinque in tutto) a Venezia 79. E settimo film di Luca Guadagnino che torna a dirigere Timothée Chalamet in una storia d’amore di cannibalismo teen nel Midwest, nella profonda America di provincia.

S’intitola Bones and All, ed è un viaggio on the road che vede protagonista al fianco del giovane attore di Chiamami col tuo nome Taylor Russell nei panni di una ragazza ai margini della società. Tratto dall’omonimo romanzo di Camille De Angelis il film è adattato per lo schermo da David Kajganich, già collaboratore del regista sia in Suspiria che in A Bigger Splash.

Per la prima volta Guadagnino gira un film americano. Perché questa scelta? “Da quando ero ragazzino sognavo di fare cinema sul paesaggio americano. Sono stato profondamente influenzato e formato dall’immaginario del cinema americano. In modo inconsapevole ho sempre cercato di rinviare il momento, probabilmente perché la vastità degli Stati Uniti meritavano la visione di una persona un po’ più matura. L’occasione si è manifestata in modo imprevisto e familiare quando il mio amico David mi ha fatto leggere questo straordinario copione. E tutto questo si è compiuto in modo naturale”, dice il regista che alla domanda su chi è lui e sul che cosa cerchi nel suo cinema risponde: “Se sapessi chi sono sarei annoiato da me stesso. Da un lato vorrei avere il controllo della messa in opera del mio lavoro e contemporaneamente vorrei abbandonarmi al piacere del lavoro collettivo fatto con gli amici”.

Un film che è anche sulla comunità. “È bello trovare sulla terra persone con le quali senti di avere una connessione profonda”, commenta Taylor Russell. E Chalamet: “La mia tribù è stata in Europa. Capire che ci sono persone come me in tanti posti. Questo film è stato fatto durante la pandemia quando regnava una sensazione di isolamento totale e non si avevano contatti con nessuno. I nostri due personaggi sono persone senza una vera identità e che si isolano profondamente. Attraverso l’amore si formano e crescono. Questa è una storia del Midwest americano degli anni ottanta con persone diseredate e io interpreto un’anima spezzata”.

Nel film a un certo punto si dice: “L’amore è quello che ci salva e ci libera”. Sei d’accordo con questa frase estremamente poetica? “Per ora provo l’amore familiare e quello amicale. Per l’altro tipo di amore sono ancora troppo giovane e vorrei prima diplomarmi. Qui l’amore tra i due personaggi è un amore tragico e fortissimo”, risponde Chalamet ormai considerato un vero e proprio divo e accolto al Lido di Venezia da una folla letteralmente impazzita che lo aspettava sotto il sole a picco da ore.

E poi: “Ero con Taylor e in un’intervista parlava di benessere olistico. Diceva che vorrebbe fare una pozione per eliminare il giudizio delle persone. Questa sensazione vale per tutti. Non posso immaginare cosa significhi essere giudicati dai social media. È difficile vivere oggi, il crollo della società è già nell’aria. E questo film getta luce sulla situazione”. E Taylor: “L’opinione degli altri è severa e fa paura il giudizio degli altri. Ognuno deve trovare il proprio equilibrio”.

Infine Chalamet che è anche produttore di questo film conclude: “Ringrazio Luca che è stato un padre e mi ha guidato.Spero di poter continuare su questa strada e fare anche cose in cui non ci sono io”.

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