mercoledì, 30 settembre 2020

Venezia, Guadagnino dal lockdown a Ferragamo

Venezia, Guadagnino dal lockdown a Ferragamo

Roma, 6 settembre – Da apprendista ciabattino a Napoli al viaggio in America in cerca di fortuna, dalle esperienze a Hollywood al ritorno in Italia, dal rischio del fallimento alla rinascita nel suo laboratorio di Firenze fino alla definitiva consacrazione e al successo imprenditoriale: Salvatore – Shoemaker of Dreams, al debutto fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, riflette il mistero e il fascino di una figura complessa, un’icona della moda italiana e mondiale che non ha mai perso di vista l’importanza dei legami famigliari.Lo dirige Luca Guadagnino che ha presentato fuori concorso anche Fiori, fiori, Fiori, corto che il regista ha girato con una piccola troupe, tornando nella sua terra natale, la Sicilia da Milano, armato soltanto di uno smartphone e di un tablet, per bussare alle porte degli amici d’infanzia e capire con loro come hanno vissuto questo momento eccezionale che ha unito il mondo intero.

Il documentario ripercorre l’emozionate storia umana, artistica e imprenditoriale di Ferragamo, raccontata dalla voce narrante dell’attore Michael Stuhlbarg, e arricchita da immagini inedite e testimonianze uniche che vedono tra i protagonisti, accanto ai membri della famiglia Ferragamo, il regista Martin Scorsese, la costumista Deborah Nadoolman Landis, e numerosi studiosi, docenti, stilisti, giornalisti, critici di moda e cinematografici.

“mi viene in mente l’incredibile rispetto che Ferragamo ha sempre avuto per il processo creativo – spiega Guadagnino – Che fosse ambizioso è fuor di dubbio, ma fra le due cose avrebbe certamente preferito l’etica della creazione. Ha vissuto la sua vita quasi come una sorta di outsider, è una persona che ha sempre posto se stessa fuori dal sistema nel quale era. È in costante eccentricità, e questa cosa per me, e il fatto che è una figura titanica di creatore, era un elemento irresistibile”.

Parlando di Fiori, Fiori Fiori, porta l’attenzione su nel lockdown sia “aumentato in maniera universale il desiderio di muoversi. Io ero a Milano, soffrivo anche per motivi privati la situazione e mi è salito fortissimo il desiderio di tornare nei luoghi della mia infanzia – racconta Guadagnino – e bussare alle porte di persone care. Sono sceso in Sicilia, sono andato a Canicattì dove sono cresciuto ed è stato rigenerante”.

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