mercoledì, 30 settembre 2020

Venezia: Dario Argento Premio Bianchi, prossimo film Occhiali neri, thriller nelle strade di Roma

Venezia: Dario Argento Premio Bianchi, prossimo film Occhiali neri,  thriller nelle strade di Roma

Roma (fr. pierl) – “Ringrazio i giornalisti cinematografici per questo premio che è bellissimo, perché dato dai giornalisti che si occupano di cinema, un mestiere che per un periodo ho fatto anche io”. Lo dice Dario Argento. in una video intervista presentata alla Mostra del Cinema di Venezia e realizzata con la presidente del Sngci Laura delli Colli, in occasione della consegna al cineasta, Nel giorno del suo ottantesimo compleanno e a 50 anni dall’uscita del suo primo film L’uccello dalle piume di cristallo del Premio Pietro che ogni anno il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici assegna a una grande personalità del cinema italiano.

“E’ un riconoscimento andato sempre a personaggi fantastici del cinema italiano, a cui sono legato anche dal nome di Pietro Bianchi l’unico fra i critici italiani che quand’ero agli inizi amava i miei film – racconta il cineasta -. Desiderava conoscermi e una volta siamo andati a colazione insieme. Mi fece molti complimenti sul mio modo do fare cinema, aveva capito che c’era qualcosa di nuovo”.

Il suo legame con Venezia è profondo e risale a quando aveva vent’anni e venne per la prima volta al Festival: “Abitavo in una camera in affitto e vedevo tutti i film che proiettavano”.
    In seguito è tornato più volte prima come inviato di Paese Sera e poi come regista. Tra le sortite veneziane a cui tiene di più anche “la volta in cui Bernardo Bertolucci mi ha invitato ad andare con lui per uno dei suoi film. Ne ho un ricordo bellissimo”. Venezia “ha preso lena, s’è rilanciata, i suoi film hanno vinto spesso gli Oscar. Ho un grande amico, Guillermo Del Toro, che come me è innamorato del festival”.

Argento ha accennato poi al suo prossimo progetto, Occhiali neri, di cui inizierà appena sarà possibile le riprese, compatibilmente con i regolamenti anti-covid. Sarà un giallo/thriller ambientato a Roma: Il regista girerà molto anche nelle campagne intorno alla capitale, che trova dure e misteriose: “Il film avrà a che fare con Edgar Allan Poe, come si capisce già dal titolo, anche più di altri miei lavori” spiega.
    Argento, che ama raccontare la paura perché, spiega, “mi porta a rimescolare nel mio profondo, a ritrovare i miei incubi, un processo che trovo anche gioioso”, vive con inquietudine invece questo periodo: “Mi fa molta paura, ho il terrore del Covid e dell’essere contagiato. I miei film parlano di paure ataviche, della metà oscura, freudiana e infatti hanno successo in tutto il mondo perché sono temi universali – spiega nel filmato aperto con lui che si toglie la mascherina -. Quella di questa ‘pestilenza’ è invece una paura orribile, ci colpisce tutti”.

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