giovedì, 14 novembre 2019

Venezia 76, si parte

Venezia 76, si parte

Venezia, 27 settembre- (di Laura Delli Colli) –

Venezia 76: così il via alla Mostra
Mostra 76 al via domani sera con il film europeo di Kore-Eda Hirokazu, La verité con Catherine Deneuve e Juliette Binoche. E saranno fino al 7 Settembre dopo il taglio del nastro con Alessandra Mastronardi, madrina di quest’edizione, oltre i 150 titoli sugli schermi del Lido in una maratona che punta sul cinema d’autore ma anche sul glamour e sulle star, sui nuovi autori e sulle donne nel racconto della condizione femminile nel mondo. Ed è quest’anno una regista, Lucrecia Martel, alla guida della giuria e molte sono le star al femminile in arrivo ma nelle diverse sezioni c’è un giro del mondo che già sulla carta dimostra subito una una sensibilità nei confronti del ‘femminile’ che ne attaversa i temi nelle storie che pescano anche nel passato.
In concorso 21 film tra cui le tre ‘M’ degli italiani Pietro Marcello, Franco Maresco e Mario Martone proseguendo per i 17 Fuori concorso (compresi 10 documentari), 19 in Orizzonti, 4 in Sconfini, 3 in Biennale College, fino alle due serie ‘top’ come evento speciale: Zerozerozero di Stefano Sollima (episodi 1 e 2) e The New Pope di Sorrentino ( con gli episodi 2 e 7).
Ma c’è anche molto cinema americano sugli schermi del Lido e complessivamente molta Italia nelle scelte dei selezionatori che alla fine ci lasciano contare ben con 118 lungometraggi, ma come nell’ultima Mostra il panorama che offre Venezia 76 rappresenta un giro del mondo autentico anche tra cinematografie meno forti e scontate. Proprio come richede la ‘mission’ di un festival che vuol essere Mostra d’Arte uupur aprendo al nuovo anche con qualche provocazione, vedi il documentario su Chiara Ferragni , titolo dalla supervisibilità web garantita. Per l’Italia Barbèra ha aìscelto anche due titoli “di qualità ma destinati al grande pubblico” come Vivere di Francesca Archibugi e Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, mentre in concorso troviamo la sfida è decisamente più alta. Con il Martin Eden di Pietro Marcello che aspettando il turno di festival in festival ha finalmente trovato la sua platea il film di Martone, un ritorno che non è stato accolto da tutti unanimanente dopo il concorso dello scorso anno ma Barbera garantisce che Martone qui non si accontenta di riprendere lo spettacolo teatrale che aveva portato a teatro ma fa “cinema al cento pr cento”. Infine Maresco con il suo cinismo anche nei confronti del potere che si spinge più in là, per dirla col Direttore, e già annuncia polemiche. Ben dieci premi Oscar (di t sei cineasti) saranno ospiti della Mostra, mentre sono 11 i registi partecipano per la prima volta al concorso, tra cui Steven Soderbergh e Todd Phillips. Tre, infine, i film Netflix e un titolo è di Amazon.
Il Concorso sarà aperto, com’è noto, da La verité di Kore-Eda Hirokazu, un film girato fuori dal Giappone con Catherine Deneuve e Juliette Binoche nel cast. Mamsono molti titoli attesi: il J’accuse (L’ufficiale e la spia) di Roman Polanski, kolossal da 26 milioni di euro coprodotto per l’Italia da Luca Barbareschi e di Rai Cinema, ricostruzione accurata dell’affare Dreyfus con Jean Dujardin già annunciato di “bravura raggelante” che parla di Dereyfis per toccare in realtà i temi dello scandalo Polanski. Polemiche in arrivo? Senz’altro, proprio pensando al fronte più segnato dal tema dell’autobiografia ma come dice Barbera Polanski “è uno degli ultimi grandi maestri del cinema europeo, ha più di 80 anni ed è vitalissimo.E se in questo film mette qualcosa di se stesso, racconta una storia agghiacciante. Un film irrinunciabile” anche per gli spettatori e il vero ‘scoop’ di questa selezione E’ della saudita Haifaa Al-Mansour – una delle due donne in gara – dopo La bicicletta verde, The Perfect Candidate, storia di una donna che corre per la carica di sindaco tra mille difficoltà. Il Leone d’oro svedese Roy Andersson firma About Endlessness, il francese Olivier Assayas invece Wasp Network con Penelope Cruz e Gael Garcia Bernal agenti del governo castrista infiltrati tra gli americani in auto-esilio che progettano attentati a Cuba. Noah Baumbach racconta un matrimonio che diventa un incubo con una separazione in Marriage Story. Atom Egoyan, torna ai suoi i suoi temi etici in Guest of Honor. James Gray debutta, invece, in una grande produzione con Ad astra ( Brad Pitt è un astronauta alla ricerca della verità sul padre, disperso ai confini dell’universo e nel cast anche Tommy Lee Jones, Liv Tyler, Donald Sutherland). A Herdade di Tiago Guedes, prodotto da Paulo Branco, è una sorta di Novecento portoghese. In Gloria mundi di Robert Guédiguian poi un ritratto della società francese di oggi. E’ italiano anche Waiting for the Barbarians del colombiano Ciro Guerra, coprodotto da Andrea Jervolino e con il montaggio di Jacopo Quadri, ispirato al romanzo di J. M. Coetzee,. Ema di Pablo Larrain dopo Jackie racconta ancora una volta una donna, qui un’ incendiaria interpretata da una giovane attrice che vale la pena di guardare con attenzione (Mariana Di Girolamo coprotagonista con Gael Garcia Bernal).

Ancora: il cinese Lou Ye è per la prima volta a Venezia con Saturday Fiction (interpretato da Gong Li) ambientato a Shanghai nel ’41 tra spie, passioni e doppio gioco. Ancorea: The Painted Bird del ceco Vaclav Marhoul è un film autoprodotto con Harvey Keitel e Julian Sands accanto ad attori dell’est. Babyteeth di Shannon Murphy è un’opera prima australiana sul tema della malattia. C’è poi tra i più attesi Joker di Todd Phillips, con Joaquin Phoenix e Robert De Niro, il fanoso prequel di Dark Knight mengtre Steven Soderbergh racconta i Panama Papers in The Laundromat e No 7 Cherry Lane è un film d’animazione che conferma il talento del taiwanese Yonfan. Come sappiamo il Leone alla carriera va a Pedro Almodovar (anche se il Direttore chiarisce che “non vuol essere una compensazione per la Palma d’oro mancata”); locandina e nuova sigla di Lorenzo Mattotti, 300 le polaroid giganti sono in mostra al De Bains e la Mostra non dimentica la Virtual Reality con ben due sezioni.
E torniamo alle ‘stelle’: i premi Oscar® Meryl Streep e Gary Oldman, Antonio Banderas e Mathias Shoenaertz sono attesi come Sharon Stone, che è è anche tra i protagonisti della serie tv The New Pope, sempre diretta da Paolo Sorrentino, con Jude Law e John Malkovich (fra gli altri interpreti ci sono però anche Marylin Manson e Silvio Orlando). A Venezia 76 sarà presentata anche una versione inedita dello scandalosissimo Irreversible di Gaspar Noé con Monica Bellucci e Vincent Cassel, ai tempi della loro unione. Infine un ritorno all’Italia: Luca Marinelli è il protagonista del Martin Eden di Pietro Marcello, mentre alle Giornate degli autori sarà presentatotra gli altri titoli 5 è il numero perfetto, adattamento cinematografico della graphic novel di Igort, protagonista Toni Servillo e Valeria Golino. La Golino sarà anche protagonista di Adults in the room, film ispirato ai diari di Varufakis, diretto dal regista greco Costa Gavras, in cui troveremo anche Claudio Santamaria. Fuori concorso ma attesi a Venezia 76 anche Diego Abatantuono e Gabriele Salvatores in coppia in Tutto il mio folle amore. Una mostra ricca di stelle. E di buon cinena, come dice Barbera, già sulla carta davvero sorprendente.

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