mercoledì, 23 agosto 2017

Venezia 73, da Malick a Wenders

Venezia 73, da Malick a Wenders

Lido di Venezia, 29 agosto (Fr. Pierl) – Maestri come Malick, Wenders, Kusturica, Kochalovsky, Diaz, Larrain e autori promettenti che si stanno conquistando sempre più l’attenzione del pubblico e della critica internazionale, da Ana Lily Amirpour a Denis Villeneuve, si dividono la scena fra concorso e fuori concorso a Venezia 73. Si apre con La La Land, musical moderno di Damien Chazelle, con la coppia già sperimentata di nuovi divi Ryan Gosling – Emma Stone, mentre si chiude, fuori concorso, con il remake di un classico come I magnifici sette, firmato da Antoine Fuqua: garantita al Lido la presenza di due dei protagonisti, Denzel Washington e Chris Pratt.

Tra i 20 film in gara, è entrato all’ultimo momento Jackie del cileno Pablo Larrain con Natalie Portman, ”in un ritratto sorprendente di Jackie Kennedy nei quattro giorni dopo l’assassinio del marito John Kennedy” ha spiegato il direttore della Mostra Alberto Barbera. La Portman è presente anche fuori concorso con Planetarium di Rebecca Zlotowski, su due sorelle che nella Francia anteguerra hanno la capacità di comunicare con i morti. Coprotagonista la 17enne Lily Rose Depp, figlia di Johnny e Vanessa Paradis.

In un programma dove il rapporto con la realtà è mediato dalla letteratura o dai generi, due i cineasti che scelgono la via del futuro distopico. Ana Lily Amirpour in The bad batch, con fra gli altri Jason Momoa, Jim Carrey e Keanu Reeves, e Arrival di Denis Villeneuve, con il classico (ma non troppo) arrivo degli alieni in una storia che ha per protagonisti Amy Adams e Jeremy Renner. La Adams fa doppietta in concorso con Nocturnal animals, opera seconda da regista dello stilista Tom Ford, tratto dal romanzo di Austin Wright, che ”racconta i rapporti di coppia in una doppia cornice”. Sempre fra i film in corsa per il Leone d’oro, è ispirato a Maupassant Une vie di Stephane Brizè, mentre Wim Wenders ha tratto da una piece di Peter Handke la sua conversazione di coppia in Les Beaux Jours d’Aranjuez. C’è invece il racconto di Tolstoi, ‘Dio vede quasi tutto, ma aspetta’, in The woman who left, nuovo film fiume (3 ore e 40′), su perdono e trascendenza, del filippino Lav Diaz.

Si parla di rapporti fra uomo e donna, trauma dopo un conflitto e confronto difficile con la maternità nel melò The light Between the oceans di Derek Cianfrance, film galeotto per la coppia di protagonisti Michael Fassbender e Alicia Vikander. Il confronto con le conseguenze a livello personale della guerra, ritorna nella storia in bianco e nero di Francois Ozon, Frantz con Pierre Niney. Anche Andrei Konchalovsky ha scelto il bianco e nero per parlare dell’Olocausto in Rai, su tre storie di persone coinvolte nel dramma dall’occupazione della Francia fino a Auschwitz: ”Ci aveva detto che stava facendo una ‘cosettina’ – racconta Barbera – poi quando abbiamo visto il film siamo rimasti senza fiato”. Terrence Malick sbarca di nuovo alla Mostra con il documentario sulla nascita dell’universo a cui lavora da 10 anni, Voyage of time. Emir Kusturica, sviluppa la storia di un suo emozionante corto presentato quattro anni fa in un film collettivo sulla religione ‘Words with Gods’, attraverso la storia d’amore con Monica Bellucci in On the milky road. Tra realismo e fantastico Amat Escalante, racconta in La rejon salvaje ”gli strati più bassi della società messicana”, mentre Christopher Murray, firma una parabola cristologica con El cristo ciego. L’olandese Martin Koolhoven reinterpreta il western, girando interamente in Europa Brimstone con Guy Pearce e Dakota Fanning. Sempre in concorso, Gastón Duprat e Mariano Cohn mettono in scena in El ciudadano illustre i conflitti che si scatenano quando un famoso scrittore argentino, che da anni vive in Europa, torna nel suo paese natale.

Tra le pellicole fuori concorso, non mancano anche le storie vere, come The bleeder di Philippe Falardeau, sul pugile che ha ispirato il personaggio di Rocky, o il ritorno come regista di Mel Gibson, Hacksaw Ridge, sulla vicenda di  Desmond T. Doss (Andrew Garfield), medico militare, che come membro della Chiesa avventista del settimo giorno rifiutava di portare armi, diventato un eroe della Seconda guerra mondiale, per aver salvato 75 compagni ad Okinawa. Per la prima volta, nel documentario American Anarchist di Charlie Siskel, si racconta William Powell, l’autore del manuale scritto nel 1971 per costruirsi bombe e armi in casa, The Anarchist Cookbook, bestseller da due milioni di copie su Amazon, ritrovato in molte case di autori di attentati e stragi.

Spazio anche all’animazione da Gantz:o adattamento del manga più di successo in Giappone negli ultimi anni, portato anche al cinema dal suo autore, Yasushi Kawamura, a Pets – Vita da Animali di Chris Renaud e Yarrow Cheney, prodotto da Chris Meledandri (al quale la Mostra rende omaggio) proposto in anteprima italiana nella nuova sezione Cinema nel giardino.

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