sabato, 19 settembre 2020

Valeria Golino, dopo Dei sul set con Servillo

Valeria Golino, dopo Dei sul set con Servillo

Roma, 17 giugno (Fr. Pierl) – “‘Dei’ racconta quel momento che passa tra l’adolescenza e la prima giovinezza. E’ una specie di momento di grazia, anche se chi lo attraversa non lo vive come tale. Ci trovi la bellezza allo stato puro… ma ci sono dei e dei”.Lo dice Valeria Golino, a proposito dell’opera prima di Cosimo Terlizzi, in sala dal 21 giugno, che l’attrice ha prodotto insieme a Riccardo Scamarcio e Viola Prestieri per la società che hanno fondato, la Buena Onda.

E’ la storia (fortemente autobiografica per Terlizzi) di Martino (Catani), ragazzo di campagna che trova il coraggio di entrare nel mondo grazie all’incontro con coetanei dalle vite molto diverse dalla sua. L’ambientazione è “in un sud profondo, anche sonnacchioso e immobile. Essendo metà napoletana e metà greca, lo conosco bene, e non lo giudico. Quando ci sei dentro ti fa sentire isolato. Ma quando te ne allontani ne senti il richiamo. La cosa più vicina alla felicità la provo quando ci torno” dice l’attrice.

Vincitrice di 2 Coppe Volpi, 2 David e 4 Nastri d’argento, ora è di nuovo candidata ai Nastri insieme a Alba Rohrwacher per Figlia mia: “I premi sono un’occasione per sentire il bene e la stima degli altri – commenta -. Anche se poi quando non li vinco non me ne faccio un problema, non li vivo come sfide”.

E la regia? “Mi sta interessando moltissimo, Euforia mi ha coinvolto anche più di Miele, perché come secondo film era più complesso, c’era la paura di sbagliare. Però sono soddisfatta, ho fatto il film che volevo. Entro due anni vorrei dirigerne un altro”. L’industria nel cinema sembra volersi aprire maggiormente alle donne dopo gli scandali, lei ci crede? “Sono fiduciosa perché, nonostante alcuni strafalcioni, di certi temi è importante parlare. Io faccio parte del movimento Dissenso comune, e a me più della morale importa il diritto. Noi donne non siamo una specie da proteggere e ci sono milioni di uomini che non sono quelli degli scandali. Ma è importante che questo fermento ci sia, anche se passa per degli eccessi di politicamente corretto. Spero permetta di trovare dei modi perché il diritto sia rispettato”
Ora, nonostante la caviglia ancora fasciata per la caduta all’aeroporto di Fiumicino poco prima di andare a Cannes, è pronta a tornare sul set (“Cominciamo lunedì”) per ‘5 è il numero perfetto’ di Igort con Toni Servillo (“ci conosciamo da anni, festeggiamo il capodanno insieme in una ‘cricca’ di campani”) e Carlo Buccirosso. E’ l’opera prima del famoso fumettista, tratta dalla sua omonima graphic novel: “Io interpreto Rita, una maestrina/femme fatale – spiega -. Igort è una persona molto speciale e sofisticata, con un immaginario molto forte ma rispetto al cinema è come un bambino. E’ bello questo connubio”.

Dopo qualche settimana di vacanza, ad agosto invece Valeria Golino inizierà le riprese del nuovo film di Salvatores: “Non c’è ancora un titolo – dice – è la mia quarta collaborazione con Gabriele, dopo Puerto Escondido e i due Ragazzo invisibile, e ne sono molto felice”. E’ l’adattamento dal libro Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas: “Claudio Santamaria interpreta il mio primo marito e Diego Abatantuono il secondo…”. Sono invece già pronti, o quasi, due nuovi film ‘francesi’. Uno è Les Estivants di Valeria Bruni Tedeschi: “Spero che vada a Venezia, tengo moltissimo a quel film e a Valeria, un’amica e un’artista straordinaria, a cui guardo con grande ammirazione. Lavorare con lei mi sorprende sempre”. L’altro invece è il ‘Casanova’ di Benoit Jacquot interpretato da Vincent Lindon: “Lì faccio la moglie di Casanova, una soprano, che lo reincontra dopo anni. Poi forse con Jacquot girerò un altro film”.

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