mercoledì, 23 agosto 2017

Un’estate (addosso) da vivere

Un’estate (addosso) da vivere

Lido di Venezia, 1 settembre (Francesca Palmieri) – Gabriele Muccino arriva alla Mostra di Venezia proprio nel giorno in cui inizia il mese che porta via la bella stagione, ma lui è pronto a sentirla ancora L’estate addosso, insieme al pubblico del Lido – che vedrà il suo film fuori concorso nella sezione “Cinema del giardino” – e poi a quello in sala, dal 15 settembre.

Il regista torna in Italia – e qui al Lido 17 anni dopo Come te nessuno mai – per presentare il suo affresco on the road sul mondo giovanile girato tra San Francisco e Cuba, prodotto da Indiana con Rai Cinema, che ha per protagonisti Brando Pacitto (volto popolare grazie alla fiction Rai “Braccialetti rossi”), Matilda Lutz, Taylor Frey e Joseph Haro. La colonna sonora è firmata da Lorenzo Cherubini.

A 18 anni si ha il mondo nelle mani. Davanti ci sono strade, possibilità e porte aperte, ma anche tante paure e incognite per il futuro. Lo sa bene il diciottenne Marco, che dopo la maturità decide di fare un viaggio in America, per vivere una nuova esperienza in attesa di capire “cosa farò da grande”. A sorpresa, sull’aereo sale anche la sua coetanea Maria, con cui non ha mai avuto un grande feeling. Ad accoglierli c’è una coppia gay che ha smesso di nascondersi e vive alla luce del sole il rapporto, non senza aver superato difficoltà e pregiudizi. L’estate fa da sfondo alla loro conoscenza, alle loro scoperte e alle consapevolezze emerse durante quella parentesi vissuta così intensamente, che nessuno dei quattro dimenticherà.

Muccino, di percorsi di formazione e crescita, la sa lunga: “Gli adolescenti di Come te nessuno mai avevano le verità sul mondo in tasca e pensavano che il mondo fosse come lo credevano, mentre i ragazzi de L’ultimo bacio diventavano genitori e uomini senza punto di ritorno verso l’adolescenza – dice – I giovani di questo film sono a metà tra i due punti, alla ricerca della loro identità e del senso della vita. Si incontrano, si esplorano, si conoscono e si mettono in gioco”.

Non è un caso che questo passaggio personale importante avvenga in estate: “L’estate è stagione dell’anima – sostiene Muccino – Sembra la più breve di tutte, l’orizzonte così definito e irreversibile la rende intensa ed estrema. Sembra che o si vive adesso o mai più, perché la routine e le responsabilità ci inghiottiranno”.

Quanto c’è di autobiografico, nella storia? “C’è il mio punto di vista sull’amore, sulla vita e sulla crescita – risponde il regista – Il film rappresenta il mio ritorno a Itaca, la voglia di raccontare con semplicità e leggerezza i passaggi importati della vita che non hanno nulla di superficiale”.

Una vita che sempre più giovani italiani decidono di proseguire fuori dal nostro paese: “Si vuole venire via perché non si vede il futuro e chi non crede nel futuro uccide l’ottimismo – afferma Muccino, che abita oltreoceano da 11 anni – Questo è il problema enorme che ci differenzia dall’America, che è reattiva davanti alle difficoltà e sa ripartire, non accettando il fallimento”.

Infine, una parola sulla collaborazione con Jovanotti per le musiche: “Siamo amici da tanto, avevamo già lavorato insieme – dichiara Muccino – Questo film è nato perchè ci pensavo da anni, ne parlai con Lorenzo, gli dissi il titolo e lui scrisse la canzone che l’estate scorsa diventò una grande hit. E poi si è messo al servizio di tutto il film, nel ruolo di musicista”.

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