venerdì, 18 settembre 2020

Un’amicizia onda su onda

Un’amicizia onda su onda

Roma, 15 febbraio (Francesca Palmieri) – Due uomini insoddisfatti, uno in fuga da se stesso e dal suo passato, l’altro alla ricerca di una nuova possibilità, forse l’ultima, sono a bordo della nave che Rocco Papaleo ha guidato Onda su onda in occasione del suo terzo film da regista, in uscita il 18 febbraio con Warner Bros, che l’ha anche prodotto con Less is More e Indiana Production.

Al fianco di Papaleo, come co-protagonista, c’è Alessandro Gassmann. Del cast, inoltre, fanno parte anche Luz Cipriota e Massimiliano Gallo.

Papaleo interpreta Gegè, cantante esuberante ma che si è lasciato andare, che non ha mai veramente “sfondato” e spera di rilanciare a 50 anni la sua carriera suonando all’estero, in Uruguay, dove tanti anni prima si era già esibito con successo. Gassmann invece è Ruggero, un cuoco solitario, pignolo e un po’ burbero che non tocca terra da 4 anni e si è praticamente auto-esiliato in mare, chiudendosi al mondo.

L’incontro tra i due avviene su una nave merci diretta a Montevideo, dove Gegè è stato chiamato per un concerto, ma all’inizio scatta una forte antipatia: i loro caratteri diversi non si prendono e fanno scintille. Ma l’amicizia è in agguato: quando Gegè resta improvvisamente senza voce, non potendo cantare e quindi neanche prendere il compenso per il concerto, Ruggero decide di aiutarlo e di fingersi lui, con uno scambio d’identità. Gilda, la ragazza che ha organizzato l’evento, cadrà nella trappola ma anche lei, a sua volta, nasconde un segreto e chi è veramente…

Lo spunto della vicenda nasce dalla musica, come spiega Papaleo che ha firmato la sceneggiatura con Valter Lupo e Federica Pontremoli e anche le canzoni del film: “La musica è il bacino da cui attingo tutto ciò che faccio, cinema compreso – dice – La partenza e la suggestione iniziale sono sempre musicali, poi si trasformano in qualcos’altro”.

Le note tornano come il tema del viaggio: “Sì, che sia reale o metaforico, il viaggio è un modo di vivere, una condizione esistenziale – afferma Papaleo – Mi piace l’idea del cambiamento di prospettiva e di orizzonte, riflette l’insoddisfazione che mi brucia e il desiderio di cercare sempre un’evoluzione e una svolta”.

La pellicola, come dimostra il titolo, è un evidente omaggio a Paolo Conte: “Conte per me rappresenta un padre o uno zio – dichiara l’attore e regista – Onda su onda ha una doppia, se non tripla, attitudine con il film e c’è un verso sul naufragio che rappresenta il concetto di trovare un approdo miracoloso in un paradiso che deve essere scoperto”.

Ma non mancano anche i riferimenti cinematografici, aggiunge Papaleo: “Un tempo il cinema era più singolare e tipicamente italiano, mentre oggi vediamo tutto e tutto è a portata di mano. Subire delle influenze, anche internazionali, è ovvio e senza dubbio mi sono ispirato al Wes Anderson de Le avventure acquatiche di Steve Zissou, così come a Kaurismäki e ai fratelli Coen. Mi ritrovo in questo modo di essere spiritosi con ironia e malinconia, con una farsa ma non declinata, senza voler rincorrere la commozione con sentimenti forti o tragedie, come fa la sceneggiata napoletana. Mi piace, insomma, il minimalismo drammatico”.

E come mai ha scelto di girare in Uruguay? “Mi ha ricordato la mia Basilicata, perchè è stretto tra due colossi come Brasile e Argentina, come è la mia regione, mantenendo peculiarità uniche e inconfondibili. E poi mi hanno colpito le parole dell’ex presidente Pepe Mujica, che in un discorso alle Nazioni Unite parlò del diritto alla felicità. L’Uruguay è un paese piccolo, molto vario dal punto di vista estetico e cultuale, orgoglioso, con un popolo gentile e che ha una sospensione poetica, che Calvino avrebbe descritto bene”.

Gassmann, che aveva già lavorato con Papaleo in Basilicata coast to coast, ha contribuito a delineare il suo personaggio: “Quando recito nelle commedie di solito azzardo proposte, a meno che non venga diretto da emergenti – racconta l’attore – Con Rocco mi è venuto naturale dire la mia perchè il film si prestava a modifiche sulle caratteristiche dei personaggi. Mi piacciono i ruoli che mi fa fare, con introspezione più vicina alla mia persona, che altri non mi proporrebbero”.

Luz Cipriota, scoperta con dei casting, ha imparato da zero la nostra lingua: “E’ stata un’esperienza incredibile lavorare a questo film – sottolinea – Ammiro tutti e soprattutto Rocco per come sa combinare recitazione, musica, canto e ballo. Aveva le idee chiare su ogni personaggio, mi ha aiutato con le battute e fatta sentita molto a mio agio”.

Il film diventerà anche uno spettacolo teatrale, ma, come precisa Papaleo, “si distaccherà tanto e la storia sarà diversa. In comune avrà l’attinenza nel tono e l’uso della musica contrapposta alle parole”.

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