sabato, 21 settembre 2019

Una vita tra parentesi, a Roma la mostra che racconta Mastroianni

Una vita tra parentesi, a Roma la mostra che racconta Mastroianni
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Roma, 25 ottobre 2018 – Una definizione dello stesso Mastroianni, per spiegarela sua vita. “Una vita tra parentesi”, cosi la definiva ed è questo il titolo della Mostra che fino al 17 febbraio
la racconterà. Le parentesi tra un set e l’altro, tra un palcoscenico e l’altro, lungo una carriera fatta di un’infinità di film, di spettacoli, di personaggi. Una carriera straordinaria ripercorsa con manifesti, premi, foto di scena e cimeli. Dagli esordi con Riccardo Freda nel 1948 alla collaborazione con Federico Fellini, di cui fu alter ego. Più di cento film tra gli anni Quaranta e la fine dei Novanta, e molti riconoscimenti internazionali: tre candidature all’Oscar come Miglior Attore, due Golden Globe, otto David di Donatello, due premi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e due Coppa Volpi al Festival di Venezia. Ma anche e soprattutto un attore amatissimo dal pubblico, e capace di lavorare con gli autori senza perdere il contatto con il cinema popolare. Forse perchè di estrazione popolare era, cresciuto in Ciociaria come De Sica e Manfredi, entrato per caso a Cinecittà e doppiato da Alberto Sordi nel primo ruolo importante della sua carriera, quello del vigile in Domenica d’agosto di Luciano Emmer. E poi l’altro grande amore, quello per il teatro, dove debutta nel 1948 con Luchino Visconti. Tutto fino al 1960, quando la dolce vita fa esplodere la sua carriera e lo consacra nel mondo, anche come immagine del latin lover italiano.
La mostra segue anche la carriera all’estero di Mastroianni (quando si definiva un “turista di lusso”) e arriverà fino all’ultima tournée teatrale, Le ultime lune, al film di Manoel de Oliveira Viaggio all’inizio del mondo, uscito postumo, a Mi ricordo, sì, io mi ricordo, il film testamento girato dalla sua compagna Anna Maria Tatò.
Tutta la vita e la carriera di Marcello Mastroianni sono raccontate in questa mostra che raccoglie i suoi ritratti più belli, i cimeli e le tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, alternando immagini e racconti e immergendo lo spettatore in quello che è stato ed è ancora il più conosciuto volto del cinema italiano. Un percorso attraverso scritti, testimonianze, recensioni, oltre a un raro apparato fotografico che ritrae l’attore come non siamo abituati a ricordarlo, sul palco, vicino agli altri grandi nomi che hanno fatto la storia del teatro italiano, da Vittorio Gassman a Rina Morelli, da Paolo Stoppa a Eleonora Rossi Drago.
La mostra, curata da Gian Luca Farinelli, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e curata dalla Cineteca di Bologna, e realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le attività culturali in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà, con il sostegno degli sponsor e con la collaborazione Rai Teche, Cinemazero, Fondazione Cinema per Roma. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

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