domenica, 20 settembre 2020

Una mostra per Tirrenia

Una mostra per Tirrenia

Roma, 10 marzo (Fr. Pierl) – ”E’ la prima mostra dedicata agli studi di Tirrenia, uno dei tentativi importanti di decentralizzare il cinema italiano, che ha una storia di tensioni fra un centro, Cinecittà (studi nati nel 1937, tre anni dopo quelli di Tirrenia, aperti nel 1934) e tentazioni di moltiplicare i centri produttivi. Questa mostra è una ricostruzione di un tassello del cinema italiano poco approfondito”. Così   Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino e della Mostra del Cinema di Venezia  ha introdotto l’esposizione ‘Tirrenia Città del cinema, Pisorno – Cosmopolitan 1934 – 1969’ in programma al Palazzo Blu di Pisa dal 23 marzo al 3 luglio.
Nella mostra a ingresso libero, organizzata dalla Fondazione Palazzo Blu in collaborazione con il Museo Nazionale di Cinema di Torino ci saranno oltre 600 pezzi, fra sequenze di film, foto di scena e pubblicitarie (molte inedite), bozzetti (tra cui 15 di Renato Guttuso per ‘I sequestrati di Altona), scenografie, cineromanzi, rotocalchi.

Documenti per testimoniare i 30 anni di vita degli studi, nei quali sono stati realizzati 160 film, tra grandi autori, da De Sica (per I sequestrati di Altona, o l’episodio de La Riffa di Boccaccio ’70) a Monicelli, da Joseph Losey (Imbarco a mezzanotte) a Bolognini (L’assoluto naturale), e tanto cinema di genere (dalle commedie ai ‘musicarelli melodici’ passando per western e poliziotteschi) e divi come Sophia Loren, Alida Valli, Amedeo Nazzari, i fratelli De Filippo, Ugo Tognazzi, Fred Astaire, Marcello Mastroianni, Macario, ma anche Edwige Fenech.
Il primo film girato ai Pisorno (nome che univa idealmente le città di Pisa e Livorno), dove ci si occupava di tutto, dalla produzione alla distribuzione, fu Campo di maggio del 1935. A dirigerlo Giovacchino Forzano, il drammaturgo e famoso librettista, motore della creazione degli studi. ”Tirrenia, creata a inizio anni ’30, era una delle ‘città nuove, come Pontinia o Littoria, del regime fascista. Era nata con una decisione politica e un piano urbanistico preciso – dice il Presidente della Fondazione Palazzo Blu Cosimo Bracci Torsi – doveva dedicarsi al cinema e al colonie marine”. Nonostante ”alcune grandi produzioni – aggiunge – l’ambiente restava casalingo, era una Hollywood in sedicesimi sulla spiaggia”.

”Ricostruiamo l’avventura di Tirrenia con sezioni nelle quali abbiamo individuato dei momenti chiave – spiega Giulia Carluccio, curatrice della mostra e Professore ordinario di Storia del Cinema all’Università di Torino -. E’ una storia di risultati ma anche di occasioni mancate. Ad esempio, il primo film su 007, Licenza di uccidere avrebbe potuto essere girato là. Venne a visitare gli studi il produttore Harry Saltzman, ma si rese conto di alcune mancanze, e per James Bond si fecero altre scelte”.
Dopo il fallimento degli studi Pisorno, subentra Carlo Ponti che cambia nome agli stabilimenti, nel più internazionale Cosmopolitan e ci realizza vari film con Sophia Loren, come Madame Sans-Gene. L’ultima produzione negli studios (oggi in rovina) è nel 1969 L’assoluto naturale di Bolognini, ma gli resero omaggio nel 1987 i fratelli Taviani, girando in quei luoghi Good Morning Babilonia.

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