domenica, 20 agosto 2017

Una gita a Roma, da favola

Una gita a Roma, da favola

Roma, 18 aprile – Ci sono anche Claudia Cardinale e Philippe Leroy tra gli interpreti di Una gita a Roma, opera prima di Karin Proia, attrice che è passata dietro la macchina da presa per raccontare la storia, con toni fiabeschi, di due bambini, fratello e sorella, che camminano tra i vicoli del centro e i monumenti della capitale. Ed è la stessa regista a dire di aver descritto “una Roma da favola. Mi piacerebbe che la sindaca Raggi vedesse il film”.

Del cast fanno parte anche Chiara Conti e il marito della Proia, Filippo Buranelli, anche produttore, insieme alla loro figlia, Tea Buranelli. E ancora, appaiono anche il cantante Davide Merlini e il chitarrista Phil Palmer. Il film, nelle sale dal 4 maggio, ha le musiche di Nicola Piovani.

La Cardinale e Leroy vestono i panni di due fratelli, che non comunicano da tanto tempo e in qualche modo rappresentano il doppio dei due piccoli protagonisti. L’attrice, che orgogliosa ha sottolineato di aver girato oltre 100 film, ha aderito con entusiasmo al progetto: “Ho subito accettato di partecipare perché il mio personaggio, Marguerite, è pazzo come me. E poi il copione era scritto benissimo e la sceneggiatura per me è sempre la cosa più importante. Ho un piccolo ruolo, la mia è più che altro un’apparizione, ma ho detto di sì a Karin perché amo sostenere le opere prime e lavorare con i debuttanti. E anche perché adoro i bambini, io ero una peste, facevo impazzire mio padre e prendevo anche da sola il treno per Cartagine, quando abitavamo  a Tunisi”.

La Cardinale, che sostiene anche che “bisogna vivere tante vite”, la vedremo in futuro in un film da girare in Grecia al fianco di Emma Thompson (di cui non rivela il titolo) e prima in Nobili bugie, che passerà al Bif&st, e poi in Rudy Valentino-Divo dei divi di Nico Cirasola.

Leroy si è detto “molto orgoglioso di far parte del film. Seguire il viaggio di due bambini alla scoperta dell’arte non si vede mai al cinema. Date le carenze culturali e intellettuali dei giovani, credo che sarebbe opportuno far vedere il film non solo in sala, ma anche nelle scuole”.

La pellicola vuole essere anche un omaggio Roma: “Per me che vengo da Latina, Roma è sempre stata un posto meraviglioso, lontanissimo dal contesto in cui vivevo – afferma la regista – Quando ci sono stata per la prima volta, sono arrivata in treno e ho cominciato il viaggio dalla stazione Termini, da lì è partita la mia scoperta. Per questo ho voluto soffermarmi sull’arrivo in treno dei bambini, in mezzo ad un’umanità brulicante”.

I mezzi a disposizione non erano molti: “E’ stata una produzione non low budget ma ‘love’ budget – dice con ironia la Proia – I soldi erano pochissimi, ma c’era tanto amore. Di base sono partita dalla coppia formata dalla Cardinale e Leroy, che è il corrispettivo anziano dei due bambini, a cui ho unito la mia storia personale. Ho sempre fantasticato di fuggire da Latina, anche se in concreto non l’ho mai fatto”.

La regista ha diretto sua figlia. Come è andata? “E’ stato facile, è cresciuta tra i set, sapeva cosa fare e non si sarebbe mai fermata. Il bambino, Libero Natoli, è invece sveglio e sorridente, l’ho scelto per questo, volevo che il film non fosse cupo”.

 

 

 

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