lunedì, 5 dicembre 2016

Una Festa mobile e migrante

Una Festa mobile e migrante

Roma, 30 settembre (Fr. Palm.) – Sarà una Festa del cinema “mobile e migrante”, nel solco di tre parole d’ordine – discontinuità, varietà e internazionalità – quella che Roma vivrà dal 13 al 23 ottobre, sotto la guida di Antonio Monda.

Sempre più forte il legame con il pubblico e la città, in questa 11.ma edizione che schiera 4 titoli italiani nella Selezione Ufficiale – 7 minuti di Michele Placido, l’opera prima Maria per Roma di Karen Di Porto, Napoli ’44 di Francesco Patierno, Sole cuore amore di Daniele Vicari – e si apre anche all’arte e alla musica (la locandina, non a caso, rende omaggio a Cantando sotto la poggia). Ribadito, ancora una volta, l’intento di prendere le distanze dalla parola e dal concetto di “festival”, eliminando concorso, madrine e orpelli ma stendendo un red carpet su cui sfileranno comunque tante star, più di 30: da Oliver Stone a Meryl Streep, da Viggo Mortensen a Tom Hanks (che riceve il Premio alla Carriera), da Andrzei Wajda a Roberto Benigni, da Jovanotti a Paolo Conte, da Don Delillo a Gilbert &George e David Mamet. Nel segno del glamour, un altro tappeto rosso coprirà via Condotti, mentre Trinità dei Monti è la location scelta per la proiezione di Vacanze romane, alla presenza dei familiari di Gregory Peck.

Piera Detassis, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, sottolinea la “mission” della manifestazione, quest’anno inevitabilmente dedicata a Gian Luigi Rondi, scomparso pochi giorni fa: “Ribaltare il tavolo da gioco e allargare i confini, lavorare sulla continuità nel tessuto metropolitano e laziale e disseminare gli eventi culturali”. La Festa, aggiunge la Detassis, “vuole mescolare i generi, infondere calore, dare l’eleganza della memoria, ricercare le novità e il cinema del reale, stando vicina ai ragazzi con Alice nella città e al mercato con il MIA”.

La lezione di Rondi – il cinema è di tutti e per tutti – è stata ben appresa: “Proprio questo vogliamo realizzare, un evento che raggiunga gli spettatori dal centro alla periferia, fino al carcere di Rebibbia, dando intrattenimento ma senza dimenticare i tempi in cui viviamo e il terremoto che ha colpito Amatrice”, dice ancora la Detassis. La Festa – realizzata con un budget di 3 milioni e 400mila euro – darà così il suo contributo: devolvendo gli incassi di una proiezione e aderendo al progetto “Io ci sono”, insieme ad altri esponenti del mondo del cinema.

Passando al programma, le 40 pellicole vertono su quattro temi principali – la diversità sessuale, razziale e religiosa; il lavoro; la politica; l’Olocausto – e spaziano tra generi diversi: “Si va dai film impegnati ad un horror con gli zombie, dal melodramma alla commedia”, spiega Monda, orgoglioso di aver quasi raddoppiato, rispetto all’anno scorso, il numero di anteprime mondiali (sono 24) e di aver accolto 26 paesi, restando fedele “al principio della qualità”. A confermarlo, la decisione di inaugurare la kermesse con Moonlight di Barry Jenkins, ritratto vivo e attuale della vita degli afroamericani.

 

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