lunedì, 5 dicembre 2016

Una Festa affollata e riuscita

Una Festa affollata e riuscita

Roma, 22 ottobre (Fr. Palm.) – La Festa di Roma ama il pubblico e il pubblico ama la Festa di Roma: è un legame che si consolida quello tra la capitale e la manifestazione diretta da Antonio Monda, che chiude i battenti con un soddisfacente + 18%, per quanto riguarda il dato degli spettatori. Più persone, dunque, ma anche più biglietti venduti (+ 13%) e più copertura mediatica, con un + 6% di accreditati, un aumento del 38% degli articoli (+ 7% sui quotidiani; + 19% nei telegiornali) e un vero e proprio boom sul web e sui social, tra Istagram, Facebook e Twitter.

I numeri parlano chiaro: questa edizione 2016 è stata un successo e sono comprensibili i sorrisi di Monda, del presidente della Fondazione Cinema per Roma Piera Detassis e del direttore generale Francesca Via, alla tradizionale conferenza stampa finale che traccia bilanci e commenti.

I dati di cui Monda va più fiero sono due: “Mi esalta la percentuale relativa al pubblico e alla stampa estera – dice – Non sono state presenti solo testate classiche come il New York Times o il Los Angeles Times, che reputano film come Moonlight Manchester By The Sea tra i migliori dell’anno, ma anche quelle di paesi inaspettati come l’Angola o il Guatemala. E’ indubbio che la qualità premia”.

Il direttore artistico sottolinea poi l’importanza degli Incontri Ravvicinati, che hanno avuto come protagonisti tante star, da Tom Hanks a Meryl Streep e a Viggo Mortensen, abbracciando anche la musica con Jovanotti e Paolo Conte e il mondo dell’arte, per terminare con Roberto Benigni, “che è il fuoco artificiale conclusivo – afferma Monda – I talenti vengono alla Festa perché sanno che non devono sfilare solo sul red carpet o partecipare alle conferenze stampa, ma possono dialogare con il pubblico. Questo elemento non appartiene quasi a nessun festival, o almeno, non in questo modo. Quest’anno, abbiamo avuto ben 15 incontri”.

Altro punto a favore, il coinvolgimento di varie zone della città, oltre la sede principale dell’Auditorium: “Il Drive in all’Eur è piaciuto molto – informa Monda – In centro, è stata stesa una passerella a via Condotti e Piazza di Spagna ha ospitato la proiezione di Vacanze romane, poi siamo arrivati a Rebibbia e alla scuola Di Donato, dove sono stati visti film sull’immigrazione. Insomma, sono segni diversi ma tutti di conquista del territorio”.

Cosa ha funzionato così bene? Monda risponde sicuro: “Innanzitutto il gioco di squadra, ci siamo intesi e tutti abbiamo dato il massimo. Poi è stata sposata all’esterno l’impostazione della direzione artistica, che ha puntato sul selezionare senza allargare. Abbiamo detto anche dei ‘no’ dolorosi, ma credo che più si seleziona e più si aiuta il cinema. Quando si fissano regole precise sulla qualità, le cose vanno in discesa”.

Secondo la Detassis, invece, “Ha funzionato il differenziare la Festa dalla Mostra di Venezia, perchè Roma ha un altro legame con la città e, quindi, un altro ruolo. Non va messa in competizione con un festival che ha un brand diverso e finalmente non ci è stato più chiesto di avere un’identità”. Anche perchè, aggiunge, “esistono tante identità e tanti segmenti, tra grandi anteprime, incontri, il mercato e Alice nella città. L’unione delle diversità è la novità e la nostra forza, in quanto tutte le identità hanno la loro potenza”. Monda interviene nel discorso con una sola battuta: “Perchè fare una Venezia di serie b, se possiamo fare una Roma di serie a?”.

La Festa di riaccenderà tra un anno, con date leggermente scalate (si inizia il 24 ottobre) e il ritorno della Sala Santa Cecilia.

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