martedì, 4 ottobre 2022

Una femmina, il coraggio delle donne contro la ‘ndrangheta

Una femmina, il coraggio delle donne contro la ‘ndrangheta

Roma, 13 febbraio – Un film che “racchiude dentro di sé tante storie, tante voci e quella di Rosa sintetizza le esperienze drammatiche di tante donne. Sono le femmine ribelli descritte da Abbate, donne che hanno avuto il coraggio di rompere con i legami di sangue e i codici d’onore della ‘Ndrangheta, l’organizzazione criminale che ha saputo, più di tutte, costruire il suo impero sulle fondamenta più solide e archetipiche al mondo: la famiglia. Se la ‘ndrangheta oggi è così potente è proprio grazie a questa struttura e alla sua forza”. Lo dice il regista Francesco Costabile parlando di Una Femmina, il film al debutto alla Berlinale (Panorama) e in sala dal 17 febbraio con Medusa. Interpretato da Lina Siciliano, Fabrizio Ferracane, Anna Maria De Luca, Simona Malato, Luca Massaro, Mario Russo, Vincenzo Di Rosa, Francesca Ritrovato è liberamente tratto da Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il paese dalla ‘ndrangheta (Rizzoli) di Lirio Abbate, anche coautore del soggetto con Edoardo De Angelis (anche coproduttore) e della sceneggiatura. Producono Tramp Limited e O’ Groove, in collaborazione con Medusa Film e Amazon Prime Video.

Protagonista è Rosa (Siciliano), una ragazza inquieta e ribelle, che vive con sua nonna e suo zio in un paesino della Calabria. La sua quotidianità viene improvvisamente stravolta quando riemerge un trauma dal suo passato, che la lega indissolubilmente alla misteriosa morte di sua madre. Vittima di un destino già segnato, Rosa decide di tradire la sua famiglia e cercare la propria vendetta di sangue.
Ma quando questa famiglia è la ‘Ndrangheta ogni passo può rivelarsi fatale.

“Io sono nato e cresciuto in Calabria, una terra rimasta ai margini, troppo spesso dimenticata dallo Stato – aggiunge Costabile nelle note di produzione -. È una terra che ti porti dentro perché segna uno stato d’animo, un modo di stare al mondo. Con questo film ho avuto
la possibilità di guardare indietro, alle mie origini, è stata una tappa importante per costruire l’universo emotivo del film e il suo immaginario. “Una Femmina”, nonostante la drammaticità e la violenza degli eventi narrati, è anche un atto d’amore verso la mia terra, un monito ad un riscatto tutto femminile”.

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