domenica, 20 agosto 2017

Un “nuovo” Ozon per Frantz

Un “nuovo” Ozon per Frantz

Lido di Venezia, 3 settembre (Fr. Palm.) – Rappresenta una novità Frantz per François Ozon: il regista è al suo debutto con il bianco e nero e con un film di guerra, parlato anche in una lingua non sua, il tedesco. A convincerlo a lanciarsi nell’impresa, il fascino della storia che già aveva conquistato Lubitsch nel 1931, quando girò Broken Lullaby.

Ozon – che partecipa alla Mostra in concorso – afferma però di non essere partito da questo: “Non sapevo neanche che esistesse, mi sono basato su un testo di teatro degli anni ’20, firmato da Rostand, su un ragazzo che porta rose sulla tomba di un giovane soldato tedesco. Quando ho saputo del film di Lubitsch mi sono detto di lasciar perdere perché avrei perso il confronto, ma poi ho visto che il suo punto di vista era diverso e che io avrei potuto riportare quello dei tedeschi. Da francese, mi piaceva l’idea di fare il suo contrario, mi sembrava una bella risposta, come se fosse uno specchio tra i nostri due paesi”.

I protagonisti hanno il volto di Pierre Niney e di Paula Beer, legati da qualcosa di forte e particolare: lui si presenta come un caro amico del suo ex fidanzato, ucciso durante la Prima Guerra Mondiale, lei cerca di rivivere attraverso la sua figura il ricordo dell’amore che gli è stato strappato via. Ma quando, un giorno, il ragazzo le confessa chi è veramente…

La pellicola è girata in bianco e nero, con alcune scene a colori. Su quest’alternanza, Ozon spiega: “Il bianco e nero ha permesso di narrare la storia con più forza. I ricordi della guerra e del lutto sono così, come i documenti di archivio, ma da amante del colore ho pensato fosse bello introdurlo in alcune sequenze, quelle più emotive, in cui il flusso della vita ricomincia”. Sulla recitazione in più lingue, invece, dice: “Era importante usare quelle vere, non ci doveva essere uno sbarramento. So che è stato un lavoro duro per gli attori, ma lo spettatore vuole verità e credo che i film non debbano parlare tutti inglese. Serve autenticità”.

A proposito degli attori, la scelta è caduta su Niney senza nessun dubbio: “Lo conoscevo e sapevo che aveva una formazione teatrale – dichiara Ozon – La sua fisicità corrisponde bene a quella dell’epoca e la sua sensibilità e la sua fragilità sono state utili al personaggio. Trovare l’attrice è stato più difficile, volevo una giovane Romy Schneider ma in stile principessa Sissi e ho incontrato Paula, che possiede una pudica malinconia ideale per il ruolo”.

I due attori, all’unisono, concordano sulla sintonia sul set: “Tra noi c’è stata molta vicinanza, anche fisica – dicono – Ci davamo tanti consigli e con Ozon formavano un trio creativo. Ci siamo sentiti parte di un gruppo”.

 

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