sabato, 27 maggio 2017

Un fantasy urbano sull’amore

Un fantasy urbano sull’amore

Roma, 26 aprile (Fr. Palm.) – Un fantasy urbano, ambientato ai nostri giorni, all’interno di un mondo gotico, a tratti inquietante e fantastico, che parla di amore, di amicizia e di forze occulte che dominano la nostra vita: ecco cos’è La ragazza dei miei sogni di Saverio Di Biagio, che dopo l’anteprima al Bif&st arriva in sala dal 26 aprile con Draka, che l’ha anche prodotto.

Protagonisti del film, tratto dall’omonimo romanzo di Francesco Dimitri, che ha firmato anche la sceneggiatura, sono Primo Reggiani, Nicolas Vaporidis,  Miriam Giovanelli, Chiara Gensini e Marco Rossetti. Remo Girone e Nicola Nocella appaiono in un cameo.

La vicenda, ambientata in Puglia, tra street e mare, racconta di un amore magico e contrastato, vissuto da P., un trentenne rimasto orfano, innamorato non ricambiato, da anni, di un’amica, insoddisfatto del suo lavoro e che non riesce a stringere nulla che davvero desideri. Tutto cambia all’improvviso, quando incontra una ragazza bella e misteriosa, in apparenza perfetta, che gli era apparsa in sogno e che finalmente sembra dargli l’amore e l’attenzione di cui ha bisogno. Ma se è vero che l’incanto è ovunque, è altrettanto vero che le storie da favola non esistono… e che dietro alla facciata di cose e persone c’è sempre un altro lato da osservare, come P. capirà grazie all’aiuto di un suo vecchio amico, esperto di occulto, che lo guiderà verso la reale conoscenza di questa donna. Per scoprire una verità del tutto inaspettata.

“Come già nella mia opera prima, Qualche nuvola, ho voluto trattare l’impossibilità di amarsi fino in fondo – spiega Di Biagio – La sceneggiatura è lontana da me e mai avrei immaginato mi fosse proposta, ho cercato di renderla nelle mie corde e di andare oltre il film di genere, parlando di amore, amicizia, magia e morte”.

Centrale è il rapporto tra P. e il suo amico Alessandro, che ha il volto di Vaporidis, che lo porta dentro a un mondo a lui sconosciuto: “E’ come un Virgilio dantesco”, dice il regista, che ha diretto l’attore in un ruolo inedito. “Il personaggio è diverso da me e da tutto ciò che conosco – sottolinea Vaporidis – Non sapevo nulla di esoterismo, mi sono appassionato al tema e mi ci sono avvicinato per il film, ma con distanza, perchè sono argomenti che spaventano, se inizi a crederci. Figure come Alessandro esistono, per interpretarlo meglio le ho anche incontrate, non raccontano troppo e non usano toni esaltati, sanno che la gente ha paura e non crede a certe cose. Vale come per la fede, ma ci sono testi sacri su questo e ne scrisse anche Sant’Agostino”.

Reggiani era scettico sia nella realtà, sia per finzione, sullo schermo: “Abbiamo lavorato proprio su questo, con Saverio – dichiara – P. non ci crede all’inizio, come non ci credevo io. Ma man mano che compie questo viaggio dantesco, cambia idea e cambia personalità”.

 

 

 

 

Leggi anche