giovedì, 18 luglio 2019

Un amore scritto nelle stelle

Un amore scritto nelle stelle

Roma, 11 gennaio (Francesca Palmieri) – L’amore vero e incondizionato, che supera ostacoli, differenza d’età e anche la distanza fisica, esiste? Sullo schermo sicuramente sì, come racconta Giuseppe Tornatore ne La corrispondenza, suo terzo film in lingua inglese che ha scritto e diretto, che ha per protagonisti Jeremy Irons e Olga Kurylenko, in arrivo nelle sale dal 14 gennaio, con 01. A produrlo, con Rai Cinema, Arturo Paglia e Isabella Cocuzza per Paco Cinematografica, nuovamente al fianco del regista dopo La migliore offerta. E tra le collaborazioni che si rinnovano, continua il lungo sodalizio con Ennio Morricone, che ha firmato la colonna sonora (“E’ un privilegio sapere che esiste un uomo come lui, un’esplosione di energia costante”, dice Peppuccio, congratulandosi per il Golden Globe appena vinto per The hateful eight).

Il fortissimo sentimento che si consuma tra Inghilterra, Scozia e Italia è quello tra Amy, una giovane e bella studentessa universitaria, prossima alla laurea, che lavora come controfigura per la televisione e il cinema, e Ed, professore di astrofisica a cui è legata da anni, che sente costantemente attraverso tutti i mezzi di comunicazione possibili, tra lettere, videomessaggi, social come Skype, mail e telefono. Un giorno, all’improvviso, l’uomo sparisce nel nulla. Cosa gli sarà successo? Che fine ha fatto? Amy inizia a indagare, in cerca della verità…

Non è la prima volta che il regista si confronta con storie d’amore tormentate: “Sia nella letteratura che nel cinema, non ricordo storie d’amore felici – afferma – Cesare Pavese diceva che sono rare perché non destano la curiosità dello scrittore ed è vero. L’elemento di rottura o una complicazione che arriva, rendendo difficile ciò che non dovrebbe esserlo, è uno schema eterno che affascina”. L’astrologia, aggiunge, è stato la scintilla per parlare di un amore così immenso: “Non sono un appassionato della materia ma mi piace il fatto che in campagna, dove non c’è luce elettrica, si possano vedere stelle anche se non esistono più da miliardi di anni. Ciò mi dà una grande emozione, è un mistero troppo grande. E mi è sembrato l’allegoria perfetta e per la mia storia”.

Come mai realizzarla in inglese? “Mi trovo bene nel farlo – dichiara Tornatore – Giro solo i film che scelgo io, mai commissionati. Certo, è più complesso concepire una trama pensata in un una lingua e poi seguire la trasformazione del copione in un’altra, ma è pur vero che certe storie si prestano a un’ambientazione che ti libera dal vincolo di un linguaggio. E poi la lingua inglese abbraccia un mercato più ampio, se La migliore offerta fosse stato fatto qui non so se avrebbe avuto la stessa fortuna”.

Dopo aver risposto alla domanda di un giornalista sul “fenomeno Zalone” (“Non sento nessuna preoccupazione, anzi, sono contento quando un film italiano incassa”, sostiene), il regista spiega come è stato dirigere un attore navigato come Irons: “Solitamente si pensa che sia più difficile lavorare con i grandi interpreti, ma in realtà non lo è. Irons non ha badato al numero di scene che ha avuto, l’importanza del ruolo non si basa su questo. Il suo personaggio è presente costantemente anche mentre non è inquadrato e Jeremy lo ha capito”.

Come è stato per Irons recitare con una partner attraverso una macchina da presa, senza averla fisicamente davanti? “Ho cercato di creare rapidamente un rapporto con Amy – sottolinea l’attore che presto vedremo anche in film più commerciali come Batman v Superman e Assassin’s Creed – Quando parlavo alla telecamera avevo presente quello che conoscevo di lei e i ricordi su cui si sviluppava la nostra relazione. In fondo, è come quando si parla al telefono”. E approva il comportamento del protagonista? “No, io non avrei fatto come lui, ma da attore non sta a me giudicare – risponde – E’ solo un uomo  che non vuole lasciare la donna che ama, alcuni possono considerarlo romantico, altri egoista”.

Sull’amore tra i due personaggi dice la sua anche Olga Kurylenko: “E’ una storia bella anche se molto triste, diversa da tante altre, con un punto di vista unico. Il film parla dell’immortalità dell’amore ed è molto interessante il parallelismo con la vita delle stelle, che vediamo da molto lontano anche dopo che sono morte. L’amore vero è immortale”.

E come è stato lavorare con Tornatore? “Ho visto tutti i suoi film e amo i suoi personaggi femminili, tra tutti Malèna – conclude infine l’attrice – E’ un regista molto preciso, attaccato a ogni singola parola del testo che va pronunciata come l’ha scritta lui. Ma è anche intuitivo, sa capire il feeling di un particolare momento”.

 

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