venerdì, 22 novembre 2019

Ultime da Cannes, Il traditore ‘tradito’ dalla Giuria…

Ultime da Cannes, Il traditore ‘tradito’ dalla Giuria…

Cannes, 26 Maggio -Niente premi a Cannes, in un verdetto annunciato, per Il traditore che è in sala però dopo un’accoglienza strepitosa al Festival: non solo i 13 minuti di applausi ma le critiche internazionali e l’acquisto da parte di Sony che lo distribuirà in America. In due ore e mezza circa di racconto incalzante, grazie ad un protagonista eccellente come Pierfrancesco Favino, come ben sappiamo Bellocchio racconta nel film Tommaso Buscetta, primo pentito della storia che decise di collaborare con la Giustizia, senza neanche la tentazione di darne una rappresentazione iconica, anzi sottolineandone le debolezze e i vezzi, quel suo modo di amare e non tradire, in realtà, pur essendo agli occhi del suo mondo traditore, che lo rende specchio di un’epoca che iniziò con l’ascesa al potere, nel mondo della mafia, dei corleonesi e di Totò Riina e culminò nell’attentato di Capaci dove perse la vita con la sua compagna Francesca Morvillo il Giudice Giovanni Falcone. Un grande tema del film è quello dell’onore, che riporta alle rappresentazioni mafiose del grande cinema hollywoodiano in un ritratto corale di un mondo che Bellocchio affida a un film di vendette e tradimenti in cui l’incontro ravvicinato con il primo grande pentito di mafia è anche quello con un boss che non rinnegò mai, pur nel collaborare con la giustizia, né la mafia degli uomini d’onore in cui era nato né il fatto di continuare a sentirsi egli stesso ’uomo d’onore’ pur nel disprezzo degli uomini di Riina, aprendo un fronte di dialogo con il Giudice Falcone.
Di Buscetta il film ricostruisce la vita, l’ambiente ma anche il dolore privato e l’efferatezza, in un mondo delittuoso e violento. Un film che parla di tradimento, dunque, ma che anche dei risvolti umani di un personaggio che Bellocchio dice di aver raccontato come ‘un traditore un po’ conservatore’.
Sono anche appena usciti anche la favola giapponese Takara: la notte che ho nuotato di Kohei Igarashi e Damien Manivel, Forse è solo mal di mare di Simona de Simone prodotto e interpretato da Maria Grazia Cucinotta e il documentario di Tom Jones Ashbury Park sulla cittadina del New Jersey, la patria del blues, nei giorni dalle rivolte contro il razzismo del 1970: un momento dal quale nacque il rock di Bruce Springsteen. Due titoli per concludere: in Brightburn – L’angelo del male, un supereroe in chiave horror, si va in Corsica invece con Una vita violenta una crime story di Thierry de Peretti . Ma se cercate le emozioni di una storia in cui non mancano gli ingredienti dell’action, torniamo alì suggerire il Buscetta traditore di Bellocchio…

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