domenica, 27 settembre 2020

Tra fornelli e stelle (Michelin)

Tra fornelli e stelle (Michelin)

Roma, 28 ottobre (Francesca Palmieri) – La passione per il food e la cucina, che sempre di più impazza in televisione e sul web, ha conquistato anche Bradley Cooper, che ne Il sapore del successo è il bello e (un po’) impossibile Adam Jones, chef talentuoso tanto quanto è folle e imprevedibile.

Enfant prodige dei fornelli che si è fatto le ossa in un ristorante di Parigi, dopo aver mandato tutto all’aria per la sua vita sregolata tra alcool e droga, decide di indossare nuovamente la giacca da cuoco e rimettersi in pista per raggiungere un obiettivo: prendere la terza stella Michelin. Per riuscirci, ricontatta un vecchio amico che gestisce un hotel di lusso, lo convince ad affidargli la guida del ristorante e sceglie personalmente il team che lo affiancherà, composto anche da Sienna Miller, Omar Sy e da un inedito Riccardo Scamarcio che fa sciogliere tanto burro in padella. Adam Jones, amato e odiato, ammirato e temuto, ce la farà a convincere i severissimi critici e a riscattarsi da tutti gli errori del passato?

Diretto da John Wells e scritto da Steven Knight, il film, un’esclusiva per l’Italia Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema, sarà nelle sale dal 26 novembre con 01.

Il legame tra Cooper e il cibo non è nato direttamente sul set, come racconta: “Sono cresciuto guardando i programmi di cucina, per prepararmi ho visto il primo documentario della BBC sul tema che ha fatto da apripista a tanti altri e ho seguito anche le gesta di Gordon Ramsay, che ha mostrato in modo innovativo per la prima volta il ‘dietro le quinte’ di una cucina, con tutta l’intensità e il dramma che si provano”. L’attore svela poi però che la primissima persona che lo ha fatto avvicinare a questo mondo è stata sua nonna: “Era bravissima, mi metteva alla prova e mi sgridava anche, ma mi ha insegnato molto. Ho anche lavorato come cuoco addetto alle preparazioni e tutt’oggi continuo a cucinare e a creare piatti per gli altri ma anche per me stesso”.

Per il film al suo fianco c’è stato Marcus Wareing, che ha curato tutti i piatti: “L’ho guardato da vicino e ho osservato i dettagli, ripetendo le cose che gli avevo visto fare, come assaggiare usando la parte posteriore di un cucchiaio”, dice Cooper che si è cimentato in un ruolo del tutto opposto a quello del cecchino di American sniper, in cui recitava sempre accanto a Sienna Miller. Anche l’attrice rivela di essere un’appassionata di cucina: “Mia madre è una cuoca davvero in gamba ei ricordi più belli che ho sono intorno ad un tavolo. Mangiare unisce le persone”. Concorda anche Scamarcio: “Adoro cucinare anche io, trovo sia aggregante. Stare insieme, parlare e condividere per me rappresenta la felicità”.

Gli attori hanno cucinato veramente: “Abbiamo passato tre settimane a farlo – dichiara Cooper – Tutti i personaggi non protagonisti erano dei veri cuochi e il regista ha preteso che io, Sienna e Riccardo collaborassimo. Se avessi fatto tutto da solo, senza un lavoro di squadra, non avremmo realizzato neanche una portata”. Lo spirito di gruppo per lui fa parte anche del cinema: “Sono competitivo con me stesso ma non nel mio lavoro – sottolinea – Mi piace che tante persone si riuniscano per raccontare una storia e si comportino in modo opposto agli chef, che sono rivali anche se in realtà la collaborazione rende migliori anche in quel settore. E’ importante il legame, nel nostro campo si è forti tanto quanto è forte l’anello più debole. E il risultato della collaborazione è l’aspetto che ho sempre amato dell’essere attore”.

L’intesa con Scamarcio è stata spontanea (“Quando ci siamo rivisti abbiamo ballato e lui tra tutti sa cucinare la migliore cacio e pepe!”, dice Cooper ridendo) e l’attore italiano non si è sentito “spaesato” in un cast internazionale: “E’ stato molto bello recitare in una lingua non mia con attori di questo calibro – spiega –  Mi sono sentito a mio agio, ben accolto”.

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