mercoledì, 23 settembre 2020

Torna L’Amica geniale, Lila e Elena diventano adulte

Torna L’Amica geniale, Lila e Elena diventano adulte

Roma, 21 gennaio – “La prima stagione si è ispirata al racconto neorealista, la seconda si concede un’evoluzione anche cinematografica. Ho avuto la possibilità di sperimentare dentro la forma cinema e tutto questo è stato possibile grazie al romanzo”. Lo dice Saverio Costanzo, parlando della seconda stagione di L’amica geniale Storia del nuovo cognome, tratta dai libri bestseller di Elena Ferrante, in onda dal 10 febbraio in prima serata su Rai1. Gli eventi del secondo capitolo riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione.

Lila (Gaia Girace) ed Elena (Margherita Mazzucco) hanno sedici anni e si sentono in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso sé stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il banchetto di nozze dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione né fuori. Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche
ritrovano Nino Sarratore, vecchia conoscenza d’infanzia, diventato ormai studente universitario di belle speranze. L’incontro apparentemente casuale cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli; Elena, invece, continua
ostinatamente gli studi ed è disposta a partire per frequentare l’università a Pisa.

“Se i primi due episodi di Storia del nuovo cognome sono fortemente in continuità con la fine della prima stagione, dal terzo capitolo le cose iniziano a cambiare. Lila ed Elena ci appaiono più grandi, adulte. La macchina da presa, la messa in scena, tentano di seguire questa loro crescita facendo respirare le inquadrature con un tempo più posato e discontinuo insieme; qualcosa inizia a
rompersi” spiega Costanzo. Fra le novità della seconda stagione la presenza di Alice Rohrwacher come regista di due puntate: “l’intuizione di Saverio è stata quella di vedere, nel quarto e nel quinto episodio che io ho diretto,un romanzo a sé. Far entrare un altro regista è stato un elemento di rottura, soprattutto per le due ragazze”.

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