martedì, 26 settembre 2017

La SIC e il cinema di oggi

La SIC e il cinema di oggi

Roma, 25 luglio (Fr. Palm.) – Attenzione al presente e al cinema di oggi, con la volontà di mettersi in gioco, nel solco della lezione di Rossellini (raccontare cose sul mondo attraverso i film): riparte da qui la SIC – Settimana Internazionale della Critica, sezione indipendente della Mostra dedicata esclusivamente alle opere prime, che torna al Lido dal 31 agosto al 10 settembre. Al timone, Giona A. Nazzaro ha preso l’eredità di Francesco Di Pace nel ruolo di delegato generale, affiancato dal team di selezionatori composto da Luigi Abiusi, Alberto Anile, Beatrice Fiorentino e Massimo Tria.

La direzione presa per il rinnovamento della SIC – da cui sono passati tanti autori diventati poi celebri, da Assayas a Leigh, da Korine a Capuano, per citarne alcuni – è chiara: “La prima spinta propulsiva è stare nel presente, senza cedere né a nostalgie né a mitologie – afferma Nazzaro – Cinema di oggi, fatto oggi, per sguardi di oggi. Perché solo l’oggi, nella sua imprendibilità, permette di immaginare un cinema che torni a esplorare il nostro rapporto con quanto accade sullo schermo e intorno a esso”.

A rappresentare tutto ciò, sette debutti, di cui uno parla italiano: Le ultime cose di Irene Dionisio, girato a Torino, al Banco dei pegni, tra storie e volti del nostro tempo, basato sulla diseguaglianza e sui debiti che si hanno, anche morali. A portare in sala il film, una coproduzione Italia/Svizzera/Francia, sarà Istituto Luce Cinecittà.

Nella selezione – più di 500 le opere viste che hanno cercato di farne parte – ci sono anche Prevenge, slasher-movie post-femminista diretto da Alice Lowe, sulla metamorfosi che la gravidanza provoca nelle donne; Drum di Keywan Karimi, cineasta iraniano condannato a un anno di carcere e 223 frustate per offesa all’Islam, che ha firmato un noir metafisico ed espressionista; The Last of Us del documentarista e videoartista tunisino Ala Eddine Slim, che si è mosso tra cinema sperimentale e astratto, avventuroso e fantascientifico; Los nadie di Juan Sebastián Mesa, che solca le strade più inaccessibili di Medellin per raccontare la speranza di futuro di un gruppo di adolescenti; Prank di Vincent Biron, anti-manifesto generazionale che parla d’amore, amicizia e perdita di innocenza; Jours de France di Jérôme Reybaud, viaggio sentimentale e road movie per ritrovare i nomi dimenticati delle cose; Singing in Graveyards di Bradley Liew, riflessione beckettiana sul doppio e la memoria, interpretato dalla leggenda del rock filippino Pepe Smith; Are We Not Cats di Xander Robin, un po’ melodramma horror e un po’ favola dark scandita dalla musica dei Funkadelic, Yvonne Fair, Lightning Bolt e Albert Ayler.

I sette film in concorso concorrono al Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, al “Premio del pubblico” e al “Premio Mario Serandrei”.

Inoltre, quest’anno arriva anche Sic@Sic, vetrina per i corti realizzata in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, che raggruppa, sotto la guida di Marco Bellocchio, sette autori italiani: Chiara Leonardi e Edoardo Ferraro, Valentina Pedicini e Rossella Inglese, Maria Giovanna Cicciari, Fatima Bianchi e il collettivo Caruso, Falanga, Lombardi, Tenace.

 

 

 

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