domenica, 21 ottobre 2018

Il Ragazzo invisibile tra Harry Potter e X Men

Il Ragazzo invisibile tra Harry Potter e X Men

Roma, 21 dicembre (di Francesca Pierleoni/Servizio video) Dopo la versione più intimista del primo film, Gabriele Salvatores, proietta con Il ragazzo invisibie – Seconda generazione, nelle sale dal 4 gennaio in 400 copie con 01, il suo supereroe adolescente, Michele (Ludovico Girardello) nella dimensione di una saga alla X men, con tanto di madre naturale (Xsenia Rappoport) dotata come lui di superpoteri e in cerca di vendetta.
”A differenza di altri film del genere, tipo Batman, qui facciamo qualcosa di più simile alla saga di Harry Potter, con un protagonista che cresce film dopo film, un po’ come fosse un ‘Boyhood’ dei supereroi – spiega Gabriele Salvatores -. A 16-17 anni si scopre il lato oscuro, a volte malinconico e poetico delle cose, il film segue questa crescita e diventa un po’ più dark. Il primo era più lineare e semplice, qui ci sono dei salti temporali e anche delle cose da scoprire”.

Sicuramente Michele, ormai 17 enne non ha un quotidiano facile. Deve ancora riprendersi dalla morte improvvisa della madre adottiva (Valeria Golino), e non ha altri con cui confidarsi. Almeno fino al misterioso e improvviso irrompere nella sua vita di Natasha (Galatea Bellugi) che scopre essere sua sorella e Speciale come lui di seconda generazione (cioè con il dono di non ammalarsi, usando il suo potere, nello specifico della ragazza creare il fuoco e provocare incendi) e di sua madre Yelena (Rappoport), che come il figlio ha il dono dell’invisibilità.

Attraverso di loro Michele viene a sapere dei misteriosi rapimenti di Speciali in corso nel mondo, organizzati, stando a quanto dice la madre, dal magnate del gas russo Igor zavarov, che già in passato aveva tenuto prigionieri e torturato gli Speciali per scoprirne il segreto. Uno sviluppo che introduce il pubblico a una serie di personaggi che ricorda in una versione elegante ma meno appariscente gli X men. Fra questi Roccia (Mikolaj Chroboczek), Cinetica (Katia Mironova), Morfeo (Dario Cantarelli) Libellula (Matei Martinak), Elastica (Yuliia Sobolo). Un piano per liberarli in realtà si rivela il primo passo di un regolamento di conti fra Speciali e ‘normali’.

”Siamo abituati a vedere supereroi che salvano il mondo – spiega Salvatores, che dice di non aver mai visto i film degli X Men – ma nella realtà non è così. Molti di quelli che nel nostro mondo hanno dei superpoteri li usano in maniera sbagliata, mi vengono in mente uno coreano e uno americano e non sempre salvano l’umanità”. Dopo un concorso per le scuole, legato al sequel del film, era emerso poi che una delle paure maggiori dei ragazzi ”è il terrorismo – aggiunge -. Non volevo fare un riferimento tra speciali e terroristi, ma ho inserito un concetto in cui credo, e cioè che se c’è qualcuno che diventa cattivo, non è perché è nato così. la cattiveria e la rabbia sono spesso determinati anche dalla società, dall’essere emarginati. Spero che i ragazzi vedendo il film possano vedere quello che c’è dietro questi personaggi”.

Un altro tema caro a Salvatores, era ”il discorso delle due madri. C’è un dibattito su madri biologiche e adottive. io sono convinto che i figli siano di chi li cresce. A farli si fa in fretta e a volte è anche piacevole invece è difficile crescerli e spesso farsi superare da loro”.

Tra le sfide più complesse del sequel, gli effetti speciali (oltre 600), realizzati interamente in Italia dalla Frame by Frame e supervisionati come nel primo film da Victor Perez (Il cavaliere oscuro – Il ritorno, Rogue one): ”Che il film sia grande o piccolo il budget non basta mai, è tutto una sfida ma è anche la molla che ti fa dare il massimo – spiega Perez -. Il computer è un pennello a cui serve tanto talento e Gabriele non è uno che cerca solo di fare belle inquadrature ma vuole anche ognuna abbia un significato”. Nel sequel ”abbiamo realizzato cose che si fanno poco anche all’estero, ricreare interamente il porto vecchio di Trieste a mano partendo da 6000 fotografie, ricreare un furgone e per la prima volta in Italia ricreare interamente al computer anche un attore. Un’inquadratura a cui abbiamo lavorato per un anno e sei mesi”.

Per Ludovico Girardello pur avendo mantenuto la sua timidezza, descrive questa seconda esperienza come ”superdivertente. Ci siamo impegnati moltissimo e in questo secondo film c’è molta più ‘ciccia’. Il primo è un prologo e per me è stato come un gioco, in questo di cui si pensa di fare un sequel e il sequel del sequel, sono stato più sul professionale”. Anche se per il 17enne coniugare scuola e cinema non è stato facile: ”Sono stato bocciato due volte… ma è importante anche seguire la propria passione”.

Per ora in realtà, sul terzo capitolo non ci sono certezze: ”vedremo” dice sornione Salvatores. Si rinnova però lo sbocco crossmediale inaugurato dal primo film, con l’uscita sempre il 4 gennaio di un romanzo (salani) e di una seconda graphic novel edita da Panini. Intanto per rinfrescare la memoria al pubblico, il 30 dicembre andrà in onda su Rai1 Il primo capitolo, accompagnato ”da un messaggio di Gabriele – dice sorridendo Paolo del Brocco di Rai Cinema -. un po’ tipo presidente della Repubblica”.

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