lunedì, 16 dicembre 2019

Torino Film Festival, da Waititi a coppia Mirren – McKellen

Torino Film Festival, da Waititi a coppia Mirren – McKellen

Roma, 14 novembre – (Fr. Pierl ) – 197 opere di cui 142 lungometraggi, 15 titoli in concorso fra i quali uno solo di produzione italiana, il grande passo di Antonio Padovan, che ha avuto finalmente l’idea di fare recitare a Fresi e Battiston, che sembrano separati alla nascita, due fratelli. E’ un film molto mazzacuratiano”. Lo dice il direttore del Torino Film Festival Emanuela Martini, presentando la 37/a edizione, in scena dal 22 al 30 novembre. Ad aprire sarà uno dei film che potrebbe anche arrivare agli Oscar Jojo Rabbit del geniale Taika Waititi (Vita da vampiro – What We Do in the Shadows, Thor: Ragnarok), satira che non trascura aspetti drammatici, ambientata nel 1945 con protagonista un brillante ragazzino che è fan di Hitler, tanto da averlo anche come amico immaginario. A chiudere invece è Cena con delitto di Rian Johnson, “classico whodunit, tra Assassinio sull’Orient Express e Downton Abbey”, con un supercast (tra gli altri, comprende, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Christopher Plummer) guidato da Daniel Craig nei panni di un investigatore in stile Hercule Poirot. Tra gli altri film più attesi fuori concorso in festa mobile, ci sono Frida Viva La Vida di Giovanni Troilo, documentario su Frida Kahlo narrato da Asia Argento; la commedia noir L’inganno Perfetto di Bill Condon con Helen Mirren e Ian McKellen per la prima volta insieme sul grande schermo; Lontano Lontano di Gianni Di Gregorio, ultima prova d’attore di Ennio Fantastichini; il thriller spionistico Spider In The Web di Eran Riklis (anche giurato per il concorso internazionale), con Ben Kingsley e Monica Bellucci e Queen & Slim, esordio di Melina Matsoukas, acclamata regista di video musicali; Dreamland di Miles Joris-Peyrafitte con Margot Robbie nei panni di una rapinatrice di banche.

Tra i lungometraggi in gara per Torino 37 ci sono fra gli altri, anche: Now Is Everything, che pur avendo due autori di origini italiane ( Riccardo Spinotti, figlio del grande direttore della fotografia Dante e Valentina De Amicis), è di produzione americana, con un cast che comprende Ray Nicholson (figlio di Jack), Anthony Hopkins e Camille Rowe; l’indie Usa Ms. White Light di Paul Shoulberg, che ha per protagonista una giovane donna con un dono particolare: sa entrare in empatia con le persone che muoiono e Le Rêve De Noura di Hinde Boujemaa, storia di Noura, donna tunisina, che non può vivere liberamente i propri sentimenti.

Come già annunciato guest director è Carlo Verdone che ha scelto come film del cuore Viale del tramonto, Divorzio all’italiana, Ordet, Oltre il giardino e Buon compleanno Gilbert Grape, mentre il Gran Premio Torino 2019 andrà Barbara Steele, icona del cinema thriller horror e non solo. Spazio all’horror anche con una retrospettiva di 35 titoli dedicati all’horror classico, e nella sezione Afterhours, dedicata a genere e generi e eccentricità varie, che ha in programma, fra gli altri The Lodge, horror psicologico tutto fatto di atmosfera. Fra gli omaggi in programma, quelli a Mario Soldati e a Gillo Pontecorvo con la proiezione della sua opera prima restaurata, La lunga strada azzurra.

“Il budget è all’incirca di un milione 900 mila euro e corrisponde al budget dello scorso anno” spiega Emanuela Martini, che quest’anno è a fine mandato. “Il festiva m’ha dato molto e credo di aver dato parecchio anch’io. E’ un lavoro che mi piace fare e credo di farlo abbastanza bene – spiega -. Nonostante lo snellimento di budget negli ultimi anni, mi pare il festival abbia tenuto botta e la stima che riscuote è ancora in crescita. Io non andrò mai in pensione, mi piacerebbe continuare ad accompagnare questa crescita, sapendo bene che sono altri che decidono”.

Leggi anche