martedì, 24 novembre 2020

Torino Film Festival, da Regina a In the mood for love

Torino Film Festival, da Regina a In the mood for love

Roma, 11 novembre – Per la prima volta in 38 anni di storia, il Torino Film Festival (20-28 novembre 2020) sarà fruibile solo ed esclusivamente online. Originariamente ipotizzato con una formula mista, che sommava il piacere della sala alla percezione
allargata della rete, quest’anno si è dovuto trasferire tutto online. Lo ha spiegato Presidente Museo Nazionale del Cinema Enzo Ghigo parlando dell’edizione 2020 della manifestazione. Con l’edizione digitale “per la prima volta il Torino Film Festival raggiungerà un pubblico più vasto anche grazie alla disponibilità della comunità internazionale di cui fanno parte artisti, produttori, distributori che ci hanno permesso di realizzare questa nuova versione: un piccolo tassello del grande mosaico della vita culturale internazionale ma, in questo momento, necessario ad affermare con fermezza l’importanza politica della cultura per il miglioramento della vita di tutti” sottolinea Stefano Francia di Celle, .Direttore Torino Film Festival

Quest’anno “ci concentriamo sul cinema come strumento di difesa della giustizia sociale. Poiché è difficile apportare cambiamenti nel mondo reale, dapprima immaginiamo il mondo che vogliamo attraverso il cinema. Immaginiamo un mondo giusto in cui viene valorizzata la voce di ogni donna e uomo. Il Torino Film Festival sta facendo la sua parte sostenendo l’uguaglianza di genere con una giuria tutta al femminile – aggiunge Fedra Fateh – Vicedirettrice del festival – e una selezione di film che include voci femminili. Sosteniamo la giustizia sociale celebrando i registi che portano la nostra attenzione su verità scomode che spesso non abbiamo il coraggio di riconoscere. I film sono la luce per tenere i nostri occhi e il nostro cuore aperti mentre l’oscurità oscura il nostro cammino. Grazie ai registi e alle persone, sia quelle che stanno dietro la macchina da presa sia quelle che compongono il nostro pubblico, per aver reso questo anno indimenticabile”.

Il Festival presente 133 film di cui 64 lungometraggi, 15 mediometraggi, 54 cortometraggi e 29 lungometraggi opere prime. Cinquantadue le anteprime mondiali, 16 anteprime internazionali, 4 anteprime europee e 40 anteprime italiane. Titoli selezionati tra più di 4000 opere visionate (tra corti, medi e lungometraggi). Fra i 12 titoli del concorso c’è un italiano, Regina di Alessandro Grande. Protagonista una ragazza di quindici anni che ha perso la madre anni prima, sogna di fare la cantante.
Tra gli italiani fuori concorso Il Buco in testa di Antonio Capuano con Teresa Saponangelo e Calibro 9 di Toni D’Angelo con Marco Bocci, Ksenia Rappoport, Alessio Boni e con la partecipazione straordinaria di Barbara Bouchet e Michele Placido. Tra i documentari My America di Barbara Cupisti – che racconta “gli occhi e le voci degli americani comuni che vogliono mantenere un’integrità morale e sostenere gli ideali della Costituzione”; Suole Di Vento. Storie Di Goffredo Fofi Di Felice Pesoli; Nuovo Cinema Paralitico Di Davide Ferrario, “piccoli Pezzi” D’italia Della Durata Di Pochi Minuti; Sulle Tracce Di Goethe In Sicilia Di Peter Stein E Due Scatole Dimenticate – Viaggio In Vietnam di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli. La prima edizione del premio ‘Stella della Mole’ dedicato all’innovazione artistica andrà all’attrice Isabella Rossellini. Tra gli eventi, la proiezione della versione restaurata di in the mood for love di Wong Kar-wai.

Tutti i titoli del concorso Torino 38
BOTOX di Kaveh Mazaheri (Iran-Canada, 2020, 97′, col.) Akram e Azar sono sorelle. Entrambe mentono sulla scomparsa del fratello, dicendo a tutti che è fuggito in Germania. Con il tempo la bugia diventa sempre più ingestibile, arrivando a condurre le protagoniste in
luoghi oscuri e misteriosi.
CAMP DE MECI POPPY FIELD di Eugen Jebeleanu (Romania, 2020, 81′, col.) Cristi è un giovane poliziotto rumeno che vive un’esistenza conflittuale rispetto alla sua identità: lavora in un ambiente gerarchico e maschilista ma è omosessuale e cerca di conservare gelosamente il segreto sulla sua vita privata.
CASA DE ANTIGUIDADES MEMORY HOUSE di João Paulo Miranda Maria (Brasile/Francia, 2020, 93′, col.) Cristovam, un uomo di colore originario delle zone rurali del nord del Brasile, si trasferisce in una città del sud, una ricca ex colonia austriaca, per lavorare in una fabbrica di latte. Costantemente a contatto con persone xenofobe e conservatrici, il protagonista si sente estraneo rispetto alla comunità e solo.
THE EVENING HOUR di Braden King (USA, 2020, 115’, col.) Un tempo Dove Creek, in West Virginia, era la classica florida cittadina mineraria americana. Oggi, questa comunità post-industriale è in declino. Cole Freeman lavora come collaboratore sanitario a domicilio,
occupandosi degli anziani ma neppure la vendita illecita di antidolorifici riesce a fargli sbarcare il lunario. Come tanti della sua generazione vuole cambiare vita ma le opportunità sono sempre poche e l’ambiente che lo circonda è in costante cambiamento.
EYIMOFE THIS IS MY DESIRE di Arie & Chuko Esiri (Nigeria, 2020, 110′, col.) Mofe e Rosa vivono a Lagos, in Nigeria. Lui lavora in fabbrica, lei fa la parrucchiera e insieme progettano di emigrare all’estero per trovare una vita migliore. Il destino ostacola però i loro piani, e quando la realizzazione del loro sogno sfuma si vedranno costretti a riconsiderare anche la possibilità di costruire
nel loro stesso mondo il futuro che desiderano.
HOCHWALD WHY NOT YOU di Evi Romen (Austria/Belgio, 2020, 107’, col.) Mario ama danzare, ma per uno come lui la danza non potrà mai diventare un lavoro. Mario infatti è tossicodipendente e vive in povertà con la madre. Mentre si trova a Roma, viene coinvolto con l’amico
Lenz in un attacco terroristico: Lenz muore, Mario resta illeso. Tornato al paese, viene accolto con indifferenza dai compaesani. Questa reazione finisce per destabilizzarlo ulteriormente.
LAS NIÑAS SCHOOLGIRLS di Pilar Palomero (Spagna, 2020, 97′, col.) Celia ha undici anni e studia in una scuola di suore a Saragozza, dove vive con la madre. Insieme a Brisa, una nuova compagna di classe appena trasferitasi da Barcellona, si avviano verso l’adolescenza.
Crescendo, nella Spagna dell’Expo e dei Giochi Olimpici del 1992, Celia scopre che la vita è fatta di molte verità, e di qualche bugia.
MI ZHOU GUANGZHOU MICKEY ON THE ROAD di Lu Mian Mian (Taiwan, 2020, 95′, col.) Mickey e Gin Gin sono migliori amiche. Mickey si prende cura della madre che soffre di depressione; nel tempo libero frequenta il tempio cercando di unirsi alla squadra maschile di arti marziali. Gin Gin, più impulsiva, si guadagna da vivere ballando nelle discoteche. Quando Gin Gin escogita un piano per incontrarsi con Jay a Guangzhou, in Cina, Mickey decide di cercare il padre che anni prima aveva abbandonato lei e la madre.
NAM-MAE-WUL YEO-REUM-BAM MOVING ON di Yoon Dan-bi (Korea, 2020, 105’, col.) Durante le vacanze estive, Okju e Donju si trasferiscono nella casa del nonno dopo il dissesto finanziario del padre. Mentre il giovane Dongju si adatta immediatamente, Okju prova invece un forte disagio.
REGINA di Alessandro Grande (Italia, 2020, 82′, col.) Regina, una ragazza di quindici anni che ha perso la madre anni prima, sogna di fare la cantante. Il padre, Luigi, che rappresenta ormai tutta la sua famiglia, crede molto nel talento della figlia e non smette mai di supportarla. D’altra parte Luigi la capisce bene perchè lui stesso ha dovuto rinunciare alla propria carriera musicale proprio per stare vicino alla figlia. Il loro legame sembra fortissimo, indissolubile, almeno fino a quando, un giorno, un evento imprevedibile cambierà le loro vite.
SIN SEÑAS PARTICULARES IDENTIFYING FEATURES di Fernanda Valadez (Messico-Spagna, 2020, 97′, col.) Magdalena non ha più notizie del figlio da quando, mesi prima, ha lasciato il Messico per andare negli Stati Uniti. Le autorità spingono perché Magdalena firmi un certificato di morte, ma l’incontro con un genitore in lutto spinge la donna a intraprendere un lungo viaggio per capire quale sia stato il destino del figlio.
WILDFIRE di Cathy Brady (Regno Unito/Irlanda, 2020, 85′, col.) Lauren e Kelly sono sorelle legatissime, cresciute in una piccola città irlandese. Le loro strade si sono separate dopo la morte della madre e Lauren è rimasta sola ad affrontare l’oscuro e traumatico passato
della famiglia. Data per dispersa da più di un anno, un giorno Kelly torna improvvisamente a casa.

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