giovedì, 1 ottobre 2020

Tiramisù, il “dolce” debutto dietro la macchina da presa di De Luigi

Tiramisù, il “dolce” debutto dietro la macchina da presa di De Luigi

Roma, 22 febbraio (Fr. Palm.) – Fabio De Luigi ha scelto uno dei dessert più amati come titolo del suo primo film da regista, di cui è anche protagonista al fianco di Vittoria Puccini: “Tiramisù è un dolce, un modo di dire e un bel titolo – afferma – Tirarsi su, salire, cadere e ricominciare tirandosi di nuovo su. Da questo semplice cerchio narrativo nasce e si sviluppa l’idea del film . Un dolce perfetto, cucinato da una donna straordinaria, innesca il successo di un uomo senza qualità che prima si realizza, poi si perde ma si rialzerà”.

Il film, interpretato anche da Angelo Duro, Alberto Farina e Giulia Bevilacqua, con la partecipazione di Pippo Franco, arriva in sala dal 25 febbraio con Medusa, che l’ha prodotto insieme a Colorado.

Antonio e Aurora sono una coppia felice: lui è un rappresentante di materiale sanitario, lei un’insegnante che dà ripetizioni a casa. Sognano di avere un figlio, vanno d’accordo. Ma Antonio non si sente realizzato professionalmente e pensa di non meritare Aurora che però lo ama per quel che è, lo sostiene e lo aiuta, preparandogli spesso anche un tiramisù con una ricetta speciale. Un tiramisù che gli cambierà la vita e gli aprirà nuove porte, che servirà a “ingolosire” medici e primari e che finirà tra gli omaggi più graditi per fare carriera. Ma più i soldi e il successo aumentano, più Antonio si farà travolgere e…

“Questa non è una storia che avevo nel cassetto o che rappresenta il film della mia vita – spiega De Luigi, anche nel ruolo di sceneggiatore – Essendo un esordio, non me la sono sentita di portare al cinema qualcosa di così profondo e personale, sarebbe stato un doppio salto troppo complicato e pericoloso”. L’intento, semmai, era girare una commedia che parlasse della “scalata improbabile di un uomo mediocre, aiutato dalla moglie che è la parte intelligente della famiglia”.

Anche se il ritratto del mondo sanitario ha varie ombre, tra corruzione e “intrallazzi”, De Luigi chiarisce di non aver voluto fare un film di denuncia: “L’obiettivo era intrattenere il pubblico appoggiandosi su un tessuto reale – dichiara – La pellicola racconta una parte di società facilmente corruttibile, ma c’è anche una parte più sana, rappresentata dal personaggio del pediatra di Pippo Franco, che riporta Antonio sulla retta via. Non voglio che si pensi abbia fatto un attacco al settore, in cui operano anche persone serie e oneste”.

Vittoria Puccini racconta di essersi trovata bene con De Luigi: “Sono contenta di come il film sia venuto e dell’esperienza – dice – Ho recitato in poche commedie e quando ho occasione mi diverto a farlo. Stimo Fabio come attore, perchè ha la capacità di far ridere con eleganza. Ha una comicità pulita che apprezzo, basata sull’intelligenza”.

De Luigi ritrova sul grande schermo Angelo Duro, già sua spalla sul web (insieme hanno fatto alcuni video che hanno raccolto tante visualizzazioni su Youtube, come “L’esame che vorrei”): “Fare degli sketch non è come fare un film – conclude l’attore e neo regista – Ma aver lavorato insieme ci ha permesso di creare un buon rapporto e di cementare un feeling comico”.

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