mercoledì, 18 settembre 2019

Ti presento Sofia, commedia tra figli e ‘childfree’

Ti presento Sofia, commedia tra figli e ‘childfree’

Roma, 15 aprile – “Tre personaggi “bloccati” nelle loro certezze: il divorziato Gabriele (Fabio De Luigi), convinto che la propria vita si realizzi nel rapporto esclusivo con la figlia; la dinamica e childfree Mara (Micaela Ramazzotti), persuasa che i bambini siano un disturbo alla vita di un adulto e che lei non possa relazionarsi
positivamente con loro; Sofia (Caterina Sbaraglia), 10 anni, certa che Mara sia una rovina per il rapporto tra lei e il papà”. Così il regista Guido Chiesa descrive i protagonisti di Ti presento Sofia, la commedia sentimentale, remake del successo argentino Sin Hijos, in uscita il 31 ottobre con Medusa.

Nella storia “Gabriele, ex rocker, ora negoziante di strumenti musicali, divorziato, è un papà premuroso e concentrato esclusivamente sulla figlia Sofia. Un giorno nella vita di Gabriele ripiomba Mara, un’amica che non vede da parecchi anni, che nel frattempo è diventata una dinamica e indipendente fotografa. Al loro primo appuntamento, proprio sul più bello, Mara rivela a Gabriele che non solo non vuole avere figli, ma detesta i bambini. Travolto dalla passione, Gabriele nega l’esistenza di Sofia. Da quel momento, le giornate di Gabriele sono un susseguirsi di assurde manovre per nascondere la presenza della figlia a Mara e viceversa, al punto da trasformare ogni volta il proprio appartamento in funzione di quale delle due andrà a trovarlo. Ovviamente, le bugie hanno le gambe corte. Nel cast anche con Andrea Pisani, Shel Shapiro e Ctaerina Guzzanti.

Il film che sarà anche alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città “è stato scritto a sei mani, da tre genitori che amano i bambini, ma che hanno cercato di comprendere le motivazioni – continua Chiesa – che sono alla base della scelta di Mara (e di tante donne e uomini), senza giudicarla o pretendere di analizzarla, tanto meno portandola a un forzato cambiamento di rotta, ma neanche sposandone acriticamente la prospettiva. Allo stesso tempo, il fatto di essere genitori ci ha consentito di avvicinare la realtà di una bambina alle prese con un padre che ne nasconde l’esistenza o con una donna che non sopporta i bambini. Questo ci ha posto di fronte a nuove sfide”.

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