venerdì, 15 dicembre 2017

The Startup, il sogno di Matteo

The Startup, il sogno di Matteo

Roma, 3 aprile (fr. Pierl) – Un social network basato su un algoritmo capace di selezionare il migliore candidato per un posto in azienda sulla base solo di criteri meritocratici. E’ l’idea venuta al 18 enne Matteo Achilli, brillante liceale cresciuto nella periferia romana di Corviale, e materializzata due anni dopo, quand’era studente alla Bocconi, con il lancio di Egomnia, piattaforma di job-Matching diventata subito un caso mediatico, e arrivata oggi a 850 mila utenti iscritti e 1200 aziende clienti. Una storia, la sua, da aspirante Zuckerberg (per quanto su Achilli continuino a priovere le accuse di essere solo un bluff e i dubbi sulle sue capacità imprenditoriali) che viene raccontata da Alessandro D’Alatri, in The_Startup, con Andrea Arcangeli, Paola Calliari, Matilde Gioli e Massimiliano Gallo, in sala dal 6 aprile con 01 distribution.

”E’ stato il produttore, Luca Barbareschi a propormi il progetto del film – spiega D’Alatri -. Quando mi hanno raccontato la storia di Matteo, e soprattutto quando l’ho incontrato, sono rimasto senza parole, mi sono detto che allora è possibile fare cose del genere anche in Italia. Una storia vera come questa mostra la possibilità di rinascita di questo Paese”.

 

Restando in gran parte fedele ai fatti, sulla base della sceneggiatura che D’Alatri ha scritto con Francesco Arlanch, scorre sul grande schermo il percorso fatto di volontà ferrea, ostacoli, errori e ritorni in carreggiata di Matteo Achilli, che fresco di maturità scientifica, dopo una sonora delusione (non essere stato scelto per i campionati nazionali di nuoto, a causa, secondo lui di un’ingiustizia) ha l’idea di creare il social Egomnia. A sostenerlo economicamente, all’inizio, c’è solo il padre (Gallo), che pur avendo da poco perso il lavoro, gli dà i 10 mila euro per far sviluppare il software nella società di un amico. Il sito prende forma pian piano grazie all’aiuto di Giuseppe (Luca Di Giovanni), ingegnere che ha dovuto rinunciare alle sue ambizioni. Matteo intanto decide di continuare la sua formazione a Milano, alla Bocconi, dove è stato ammesso. Il lancio di Egomnia che registra subito un boom di iscrizioni lo rende a 20 anni un personaggio mediatico, ricercato dall’elite degli affari. Una popolarità che gli fa perdere di vista i suoi obiettivi e mette in crisi il rapporto con Emma (Calliari), la sua ragazza, che gli è rimasta sempre vicino.

 

”Il film mi è piaciuto molto” commenta il 24enne Achilli, arrivato in conferenza stampa al Teatro Eliseo in un impeccabile completo da manager : ”’Ho iniziato a vestirmi ‘da grande’ per farmi ascoltare”.  Questa, aggiunge  ”è la storia vera di un ragazzo normale. Non sono un genio dell’informatica o del management. Molti ci si possono riconoscere perché ne è protagonista un ragazzo come tanti che però ha la voglia di creare valore in questo Paese, di non arrendersi e non lamentarsi”. Il suo interprete cinematografico, Andrea Arcangeli, ha incontrato Achilli solo a film iniziato: ”L’idea era di raccontare soprattutto un ragazzo lontano dagli stereotipi con cui spesso viene raccontata questa generazione – dice -Trovo l’idea del film di un coraggio straordinario, non sembra una produzione italiana”.

 

Matilde Gioli nella storia è Cecilia, compagna di studi di Matteo, che l’aiuta a lanciare mediaticamente la sua startup: E’ un personaggio che fa da chiave di volta alla storia – dice -. Abbiamo alcuni tratti simili, come la determinazione e il carisma”. D’Alatri più che a film come The social network, si è ispirato alla sua esperienza in pubblicità: ”ho vissuto una stagione straordinaria, quella di grandi imprenditori come Giovanni Rana o Pietro Barilla, figure che oggi non si trovano. Racconto nel film che ogni persona è un progetto, una startup. Abbiamo caratteristiche straordinarie di creatività, fantasia e coraggio. E volevo riflettere la dignità di molte persone che vivono in periferia, spesso raccontata invece solo come degrado”. Per lui The startup parla ”di talento, meritocrazia, di ragazzi che tirano la cinghia. Io sono affascinato da chi è in questa condizione, che sia ventenne o cinquantenne”.

 

Barbareschi ha creduto nel film, perché ”ho una passione verso chiunque non si arrende, li metto in scena a teatro, nella fiction, al cinema. Il racconto da fare al Paese è legato ai periodi storici, in questo momento per me è importante motivare”. Secondo il produttore ”questo Paese è mal rappresentato dalla comunicazione. Nella sostanza è straordinario, e infatti nei campi lontani da politica e burocrazia, siamo primi nel mondo, dal design alle nanotecnologie. Tutti sognano l’Italia tranne quelli che ci vivono”. Il film ”non racconta quanti soldi ha Matteo ma un ragazzo che vive a Corviale e ha un sogno”.

 

A chi ricorda ad Achilli le critiche ricevute, l’imprenditore risponde secco che a motivarle ”c’è l’invidia. Io sono inattaccabile, creo lavoro in Italia in maniera innovativa. E’ inutile rispondere a quelle scemenze. Il mio è un messaggio positivo e di speranza, auguro a chi mio critica di fare lo stesso”.

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