venerdì, 25 settembre 2020

The Salesman, l’Iran di Farhadi

The Salesman, l’Iran di Farhadi

Cannes, 21 maggio (red.cin.) – Coerente e sempre attento a raccontare l’Iran tra tradizione e innovazione, con The Salesman  Ashgar Farhadi, dopo un successo come La separazione, riprende i temi della coppia ma anche del rapporti tra private e politico. E’ in concorso con  una storia  in perfetta sintonia anche con Le passé con cui Bejo vinse il premio per linterpretazione proprio a Cannes.

In un vecchio palazzo che rischia di crollare sotto I colpi delle ruspe una giovane coppia – Emad, insegnante di letteratura e  Rana un’attrice dilettante che insieme al marito sta recitando in Morte di un commesso viaggiatore – costretta a trasferirsi in fretta in una appartamento messo a disposizione da un amico. Senza sapere che la precedente inquilina riceveva uomini in casa. Così una sera, mentre Rana fa la doccia e ha lasciato la porta di casa aperta al marito, un cliente entra in casa e l’aggredisce. Arrivano I vicini ad aiutarla, mentre lo sconosciuto fugge spaventato ma Emad non si dà pace, cova vendetta, spera di trovare quell’uomo per punirlo e umiliarlo.

The Salesman – in concorso a Cannes – riscrive in qualche modo Morte di un commeso viaggiatore di Arthur Miller, trasportando la vicenda dall’America del 1949 alla Teheran di oggi. Di produzione francese, il film ha un cast di presenze fisse nel cinema del regista iraniano, da Taraneh Alidoosti (Rana) e Shahab Hosseini (Emad) a Babak Karimi, interprete anche di altri due suoi film, un artista che si divide tra l’Iran e l’Italia.

Il regista ha spiegato che quando gli hanno proposto il film stava lavorando a un progetto in Spagna, che doveva essere co-prodotto anche da El Deseo (Almòdovar): “Eravamo già molto avanti, ma poi ho capito di avere nostalgia del mio Paese…. Forse con Pedro faremo insieme il prossimo film, ma non ne sono sicuro, potrei continuare a lavorare in Iran”.

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