giovedì, 22 febbraio 2018

The Post, in Italia Streep, Hanks e Spielberg

The Post, in Italia Streep, Hanks e Spielberg

Roma, 15 gennaio – (L.d.c.) Un inno al valore della libertà di stampa, al coraggio dei giornalisti con la schiena dritta e al diritto dovere dell’informazione di denunciare per difendere i cittadini dagli abusi di potere ma anche un film che racconta -come raramente accade- il cambiamento profondo delle donne attraverso una lunga stagione in cui non era previsto per loro alcun protagonism, neanche quando occupavano di fatto posizioni di potere alla pari con gli uomini
E’ in sintesi quello che racconta un film importante come The Post, regia di Steven Spielberg dal 1° febbraio con 01 in sala anche in Italia, perfettamente in tempo per la stagione degli Oscar®. Un film uscito in America o il 22 dicembre con due grandissimi Tom Hanks e Meryl Streep, che sulla vicenda della pubblicazione dei Pentagon Papers, documenti segreti del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, prima sul ‘New York Times’ e poi sul ‘Washington Post’ segnò nel 1971 una svolta significativa nell’informazione e nella società americana

Nel film, oggi presentato dal regista e dai due attori nella cpnferenza stampa italiana Streep è Katharine Graham, l’editrice, prima donna alla guida del Post, proprietaria di un giornale ‘di famiglia’, ereditato dal padre, poi dal marito, che rischia la crisi in una società gestita principalmente da uomini. Hanks è invece Ben Bradlee, il testardo direttore del suo giornale. Entrambi sono, come avvenne nella realtà, i protagonisti di un’appassionante vicenda entrata a far parte della storia dell’informazione con una fuga di notizie senza precedenti, svelando con coraggio la copertura di segreti governativi sulla Guerra in Vietnam. “La libertà di stampa è l’elemento che consente ai giornalisti di essere i veri guardiani della democrazia” dice Spielberg “L’ho imparato fin da ro piccolo quando nel ’71 Nixon tentò di censurare la pubblicazione di quei documenti e si arrivò a una sentenza della Corte suprema, era la prima volta che accadeva dai tempi della Guerra Civile Americana”. Ma, secondo il regista anche oggi la stampa deve difendersi dagli attacchi dell’amministrazione americana, dalle facili etichette che Trump affibbia a certe verità definendole fake news quando non siano gradite”. Un’affermazione forte e Spielberg conferma l’assoluta rilevanza e attualità che esiste ‘’tra questo film e la situazione americana attuale”.
E’ Meryl Streep che racconta com’è nato The Post: “La prima versione della sceneggiatura – era stata acquistata da Amy Pascal sei giorni prima delle elezioni e tutti la pensavamo in stretta relazione alla corsa di una Presidente donna: per come sono andate le cose, sarebbe stato un film nostalgico, che avrebbe mostrato quanta strada le donne hanno fatto fino ad oggi, ma dopo le elezioni c’è stato chiaramente un aumento di ostilità verso la libertà di stampa e anche molti attacchi nei confronti delle donne. Quindi la riflessione è cambiata”. “Tutte le volte che ho lavorato con Steven – dice Hanks – ci siamo sempre detti ‘Come vorremmo che con noi ci fosse anche Meryl Streep’. Ora finalmente ci siamo riusciti. Quanto al mio personaggio il vero direttore del Post , allora, era quello che si dice una ’bestia’, mosso da uno spirito di competizione unico, un giornalista d’assalto che non cercava solo ‘una storia’, ma voleva esattamente quella storia lì. C’era una competizione accesissima tra il ‘Washington Post’ e il ‘Washington Star’ che era in effetti il quotidiano numero uno della città, e il fatto che il Times poteva avere una storia che non aveva il Post lo teneva sveglio la notte, lo faceva impazzire. Diceva ‘siamo secondi a casa nostra, vi rendete conto?’, questa era la sua sfida. Anche se sei il direttore di un giornale distribuito gratuitamente, non vuoi arrivare secondo”.

“Bradlee – aggiunge Spielberg – aveva una vera fame di scoop, ma è stato anche un presuntuoso. Questo lo spinse a sfidare il ‘Washington Star’ ma anche il Times che era il giornale più importante degli Usa come continua ad esserlo anche oggi. Immaginava per il Post un futuro clamoroso. E il Watergate, ancora non era nell’aria…
“Era molto coraggioso –dice ance Meryl Streep-ha sfidato il governo e rischiato la carriera, svelando a tutti una tremenda verità per l’opinione pubblica americana. Visto che l’amministrazione mentiva e faceva di tutto per sopprimere la libertà di stampa’’. Katherine? ‘’Era in una posizione particolare, temeva anche di ricoprire un ruolo che non le competeva ma, del resto, nelle redazioni allora c’erano solo uomini, per lo più bianchi e le donne erano solo segretarie. Entrambi hanno imparato il coraggio qualcosa che dovremmo insegnare il coraggio ai nostri giovani e soprattutto alle ragazze. Gli esseri umani imparano molto lentamente, ma oggi so che per le donne l’aria sta cambiando. Non solo a Hollywood ma anche nel settore militare, nel Congresso – ha detto Spielberg La situazione si sta modificando”.

Quanto all’attualità di questi giorni tra uomini e donne – ha concluso Spielberg – c’è uno scontro arcaico su cui sono stati scritti fiumi di inchiostro ma la verità è che le donne nel corso della storia si sono dimostrate spesso fondamentali, per esempio durante la guerra, ma non è stato loro riconosciuto e quando gli uomini sono tornati dalla guerra loro sono tornate in cucina. Oggi sono cambiate ed è cambiata l’aria ma il problema ora riguarda gli uomini che non hanno imparato ad accettare da loro un ‘no’ Ecco perché è importante che siano loro, le donne, a trovare la voce per dire ‘al diavolo, adesso si fa come dico io”.

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