sabato, 26 settembre 2020

The jackal, esordio fanta-comedy

The jackal, esordio fanta-comedy

Roma, 1 novembre (Fr. Palm.) – Fare la parodia di una delle serie tv più amate, diventare popolari in tutto il web e dopo poco tempo già debuttare al cinema, grazie proprio al produttore (Cattleya) di quella nota serie, che ha scommesso e investito un budget considerevole per un’opera prima: sembra una sceneggiatura o sogno, ma invece è realtà ed è ciò che è capitato ai The Jackal, che sono partiti da Gomorra e dal suo tormentone “Sta senza pensier” e sono finiti sul grande schermo (e nello spazio) con la fanta-comedy Addio fottuti musi verdi. Alice nella città, nell’ambito della Festa di Roma, ha presentato il film tra gli Eventi Speciali, mentre l’uscita in sala è fissata il 9 novembre, con 01.

Alla regia, Francesco Ebbasta, ovvero Francesco Capaldo, che fa parte del gruppo insieme a Ciro Priello, Simone Ruzzo e Fabio Balsamo, nel ruolo di interpreti anche con Beatrice Arnera e Roberto Zibetti. Salvatore Esposito e Fortunato Cerlino completano il cast, a cui si aggiunge, a sorpresa, una “guest star” musicale d’eccezione: Gigi D’Alessio.

Tra fantascienza e surreale, i The Jackal raccontano le difficoltà dei giovani di oggi ad avere – e ancor prima a trovare – un lavoro, nonostante i curriculum promettenti. Ciro è un qualificato grafico pubblicitario napoletano che di porte in faccia ne ha ricevute tante, troppe, per le sue competenze che sono quasi un ostacolo e non un merito, nel nostro paese. Come ultimo tentativo, gioca la carta dell’impossibile: si propone agli alieni, per partecipare ad un concorso… e se dovesse essere chiamato?

“Sentivamo l’esigenza di narrare una storia più lunga, con un linguaggio canonico cinematografico ma senza tradire ciò che siamo stati – spiega il regista – Siamo rimasti fedeli alle nostre modalità e abbiamo strizzato l’occhio ai fan, anche se fare un film è tutta un’altra cosa, rispetto a un format per il web di 20 minuti, che ha ritmi diversi e più facili da gestire. Non volevamo far ridere sempre, ma dare una struttura, facendo un lavoro autoriale con idee comiche che danno senso compiuto alla vicenda”. La fase di preparazione è stata curata molto: “È stata quasi teatrale – dicono i The Jackal – Abbiamo fatto tante rivisitazioni della scrittura e del montaggio e abbiamo rivisto il film 156 volte”.

Tra le immagini, si colgono varie citazioni e riferimenti: a quale bacino hanno attinto per prendere ispirazione? “Sicuramente Indipendent day ci ha aperto gli occhi – rispondono – È il blockbuster per eccellenza e ci ha fatto nascere la voglia di giocare, lo vedemmo 20 anni fa ed è da allora che desideriamo fare un film fantascientifico. Poi abbiamo una passione per Massimo Troisi, che incarna la fragilità del napoletano, così come per i Monty Python che ci fanno ridere e per le commedie di Edgar Wright. Il nostro scopo era ricalcare il genere, con una storia che si regge sulle sue gambe e personaggi che non fanno solo gags”. Ciro Priello, nella lista, mette pure “Jim Carry e Will Smith: amo quel tipo di comicità fisica, fatta anche di silenzi ed espressioni”.

Fantascienza, dunque, ma anche tematiche più serie e attuali, come il precariato giovanile: è davvero più semplice trovare lavoro nello spazio? “Questo è un problema vero e grave, che riguarda soprattutto il nostro settore, quello della comunicazione – sostiene Francesco Ebbasta – C’è come un filtro che impedisce una crescita e una possibilità, ma noi per fortuna siamo riusciti a fare un film e anche un film anomalo, nel panorama cinematografico attuale”. Quale può essere il consiglio, o il messaggio, da lanciare ai loro coetanei, per non arrendersi e lottare? “È importante sapere quello che si vuole fare, che sia in Italia o altrove – dichiarano i The Jackal – Bisogna portarsi dietro quello che si è imparato prima e quello che si imparerà poi, perchè tutto diventa un bagaglio. E bisogna avere un’idea vincente, come noi abbiamo avuto, credendoci davvero, al di là delle aspettative altrui”.

Dopo “Gay ingenui” e “Lost in Google”, con cui il gruppo ha mosso i primi passi, il successo è piovuto sulle loro teste con “Gli effetti di Gomorra sulla gente”, la chiave che ha aperto le porte di questo nuovo mondo: “In tanti ci hanno chiesto di fare un film su quello, ma volevamo fare altro, anche mostrando una Napoli non classica e non stereotipata”, affermano i The Jackal. E il produttore Riccardo Tozzi, accanto a loro, sorride complice: “Ci hanno deriso con Gomorra e in un certo senso ci sentivamo già coinvolti nel progetto – sottolinea – Questo è un film a tutti gli effetti, non la trasposizione di un’esperienza di rete. E loro sono precisi come svizzeri, non te l’aspetteresti mai!”. C’è invece da aspettarsi un sequel? Il finale del film è aperto. Ma, per scaramanzia, anche la risposta resta aperta.

 

 

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