lunedì, 16 dicembre 2019

Tff: Potere, arte e libertà in Voglio vivere senza vedermi

Tff: Potere, arte e libertà in Voglio vivere senza vedermi

Torino, 24 novembre – Un film che” si propone come un viaggio in una esperienza autentica, cercando anche di
approfondire un’analisi di una condizione umana che entra inevitabilmente in conflitto con la
morale e i costumi della società contemporanea”. Così i realizzatori descrivono Voglio Vivere senza vedermi di Bruno Bigoni e Francesca Lolli, presentato al Torino Film Festival in Onde e al Filmmaker festival 2019 Fuori concorso.

E’ “un trittico che danza con il desiderio della Morte di provare a vivere, amare e stare nel mondo, cessando per un po’ il suo potere. Bigoni e Lolli indagano il potere come immagine, come immaginazione, come corpo fisico, attivando il dialogo tra sperimentazione visiva e acting teatrale in un trittico che parte da Artaud, attraversa il Living Theatre e arriva ai giorni nostri”.

“Il nostro film non procede in linea retta, ma cerca scorciatoie e forme inedite. S’interroga sul potere, per
arrivare a narrare la morte e il suo sterminato desiderio di vita, che, una volta raggiunta
la forma umana, si scontra con una realtà molto più forte e violenta di quella da lei
immaginata. Il potere vacilla davanti all’amore e alla violenza – spiegano i due registi -. Quello che ne è uscito è qualcosa d’indefinibile. Sorta di riflessione filmata e parlata,associazioni d’idee, lampi di immaginazione, finzioni, acting teatrali, domande e materiali vari. Uno sguardo ribelle (almeno nella forma) per un cinema che ha come unica missione, l’urgenza e la libertà”.

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