sabato, 21 aprile 2018

Suburra, l’Apocalisse di Roma

Suburra, l’Apocalisse di Roma

Roma, 9 ottobre (Francesca Palmieri) – Bagnata dalla pioggia incessante, notturna, torbida, corrotta, violenta e piena di solitudini affamate di potere che fanno i conti con i soldi più che con la propria anima: è la Roma che Stefano Sollima racconta in Suburra, in sala dal 14 ottobre con 01. Il regista, portato al successo da A.C.A.B. e dalla serie tv Gomorra,  ha puntato sul genere e ha realizzato quello che ha definito un “Gangster movie, un noir metropolitano spinto”, con un cast corale composto da, tra gli altri, Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano e Giulia Elettra Gorietti.

Tutti i personaggi girano intorno ad un affare grande, grandissimo, che potrà arricchire le loro tasche: il Water-Front, una speculazione edilizia che con le alleanze giuste trasformerà il litorale romano (Ostia) in una nuova Las Vegas. La criminalità locale, rappresentata da Numero 8 (Borghi) e Samurai (Amendola), è come un cane intorno all’osso e per riuscire nel progetto coinvolge un politico (Favino) che si sporca le mani con la malavita, anche invischiato tra escort e droga. Ma in sette giorni, l’arco temporale in cui si svolge la vicenda, si scatena una guerra senza quartiere che si allarga a colpevoli e innocenti, uomini fino a quel momento estranei alla delinquenza (Germano) e cardinali compresi, fino all’Apocalisse che coincide con la caduta del governo e con le dimissioni del Papa. Sotto un diluvio battente che non risparmia niente e nessuno.

Il film, prodotto da Cattleya con Rai Cinema, è tratto dal romanzo omonimo scritto da Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, anche autori della sceneggiatura con Sandro Petraglia e Stefano Rulli. Come spiega Sollima, “Abbiamo cominciato a lavorarci due anni e mezzo fa, ma oggi appare attuale più che mai perchè essendo un film di genere è meno cronachistico e diventa un racconto allegorico, simbolico. Ci si può ritrovare ora come tra 5, 10 o 20 anni, perchè sottintende tante verità. Non abbiamo mai cercato l’attualità, volevamo smarcarci dalla realtà e raccontare una parte di Roma immersa sotto l’acqua, rendendo il racconto universale”.

Se, come afferma Petraglia, “Romanzo criminale in confronto era un film romantico, mentre questo non lascia varchi né innocenza”, Sollima parla del lavoro sui personaggi: “Il vantaggio di raccontare quelli negativi è il potersi concentrare sull’essere umano che c’è dietro – dice – Sarebbe stato riduttivo dipingere un cattivo che fa solo cose sgradevoli, abbiamo immaginato, come nel caso del personaggio di Amendola, una persona in apparenza assolutamente normale. Obiettivo era cercare la verità all’intero dei vari mondi che stavamo rappresentando”.

Per Favino, il film solleva una domanda importante: “Mi sono chiesto anche io, per avvicinarmi al ruolo, cosa si è disposti a fare per ottenere ciò che si vuole. Tutti i personaggi sono guidati da un’ambizione estrema che nasce 30 anni fa da una cultura incentrata sulla soddisfazione personale. In nome del potere, ciascuno tenta di fare il massimo per sé”. E sul suo politico, aggiunge: “E’ di secondo piano, non ha talento nè carisma, è sempre in rincorsa e gode solo quando ha il portafoglio in mano. Non ho avuto nessun politico come riferimento preciso, il mio ha un carattere simbolico e si muove in una Roma che mi ricorda la Los Angeles di Crash o la Roma di Flaiano. Roma comunque sopravvive sempre, in una maniera unica, tutta sua. E proprio dai tombini i personaggi di basso profilo come lui risalgano quando meno te l’aspetti”.

Amendola, invece, ringrazia Sollima per aver “dato normalità a un personaggio terribile, sottraendo ogni espressione in più. Samurai ha il viso come una statua e la sua forza è nell’immobilità. Fa paura perché potresti incontrarlo dietro ogni angolo”.

Infine, per Germano, il suo PR codardo e senza scrupoli rappresenta “La degenerazione comune di tutti noi che cerchiamo di riempirci dell’immagine che proiettiamo sugli altri e della nostra posizione, piuttosto che dei rapporti umani. Il film mostra quanto una persona si può aprire al peggio quando lo status di benessere viene minacciato, oggi prevale la competizione e anche i criminali sono individualisti”.

Il film, nel 2017, diventerà una serie tv trasmessa su Netflix in tutto il mondo.

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