giovedì, 14 novembre 2019

Streep, raccontiamo i Panama papers con una risata dark

Streep,  raccontiamo i Panama papers  con una risata dark
Photo Credit To La_Biennale_di_Venezia_-_foto_ASAC

Venezia, 1 settembre – (Re. Cin) “E’ un film molto divertente ma molto importante” perché “raccontiamo con una risata molto dark che si sono fatti a nostre spese”. Lo spiega Meryl Streep, strepitosa coprotagonista con Gary Oldman e Antonio Banderas di The Laundromat di Steven Soderbergh, presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. partendo dal libro    “Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite” di Jake Bernstein, il cineasta racconta con una commedia nera la ragnatela di società fittizie e conti offshore ad uso di ricchi, famosi e potenti, rivelata dai Panama Papers, rivelati nel 2016 dal lavoro investigativo di 300 giornalisti che si sono coordinati in tutto il mondo.

“C’è un sistema di collusione mondiale dietro questa vicenda – spiega  Streep – e che nasconde quello che il club dell’1% di potenti combinaTutti noi abbiamo soldi investiti e non sappiamo in quale scatola cinese vanno e quanto anche noi supportiamo questo sistema. Non è certo qualcosa che ha i colori di un unico paese, ma interessa tutti e i giornalisti sono in prima linea e ne sono anche vittime, penso a
Daphne Galizia, la giornalista maltese uccisa due anni fa”. Soderbergh ha pensato a una commedia dark per affrontare il tema perché ha la possibilità di rimanere di più nella testa degli spettatori e dava a noi la possibilità di usare la complessità di queste attività finanziarie come fossero barzellette, quasi la preparazione alla battuta finale. Non volevamo dare agli spettatori avrebbero provato la sensazione di venire istruiti invece che di essere intrattenuti”. Meryl Streep nel film riserva più di una sorpresa. il personaggio con cui la incontriamo è una vedova che scopre come dietro a un’assicuraizone falsa ci sia un giro di denaro inimmaginabile: “Il mio personaggio è il cuore morale della vicenda, mi ha ricordato i genitori dei ragazzi delle stragi senza senso di Parkland High School, di Newtown: il dolore, il lutto, è un grande motore di cambiamento e se sulle armi si protesta e si tenta di legiferare oggi in America è merito loro. Tutti noi facciamo affidamento alle persone più passionali che portano avanti le cause ma ciascuno dovrebbe fare la propria parte”.

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