lunedì, 24 aprile 2017

Squitieri, il saluto a Roma

Squitieri, il saluto a Roma

Roma, 20 febbraio (fr. Pierl)  La grande famiglia di Pasquale Squitieri composta, fra gli altri, dalla compagna per quasi 30 anni, Claudia Cardinale, la moglie Ottavia Fusco, il fratello del regista Nicola, i figli e i nipoti si è riunita alla Chiesa degli Artisti di Roma, per i funerali del regista, scomparso sabato a 78 anni.

”L’ho amato per la sua intelligenza, la sua bellezza, la sua cultura, era anche molto divertente e un po’ pazzo”, ha detto Claudia Cardinale, arrivando, serena, sottobraccio, a  Ottavia Fusco, che ha sottolineato che “Pasquale non è morto di tumore, ne aveva superati due, ma a seguito delle conseguenze di un incidente stradale”. La vedova, tra i tanti ricordi, ha quello di una canzone che Squitieri aveva scritto per lei in napoletano: ho portato i suoi versi con me oggi”.

 

Claudine, al suo ingresso in chiesa ha ringraziato ”tutti gli amici di mio padre. Mi fa sorridere un po’ amaro il sostegno che sta ricevendo postumo. Il mondo dello spettacolo non ha capito il suo continuo dedicarsi alla società, facendo cose belle e meno belle. Aveva un senso del dovere profondissimo”.

 

Il feretro, che domani sarà tumulato a Napoli nella cappella di famiglia del Cimitero di Poggioreale,  è arrivato con sopra la bara una corona di rose rosse sulla quale era scritto semplicemente: “La famiglia”. E fuori dalla chiesa c’è la corona di fiori gialli e rossi inviata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi.

Tra gli amici e i collaboratori del regista, anche Nancy Brilli (”Devo a lui se ho iniziato a fare questo mestiere), leopoldo Mastelloni, che stava lavorando con Squitieri anche sul suo nuovo film dedicato a Vincenzo Gemito e Vittorio Cecchi Gori: ”Era il mio migliore amico, ha combattuto fino alla fine”.

La nipote Sofia, figlia di Vittoria lo ha ricordato commossa ”come un nonno diverso da tutti gli altri, che invece di raccontarti le favole ti parlava di politica”, e che, alla fine, anche debolissimo, in ospedale ”ha trovato la forza di farmi una carezza”. Per l’amico Duccio Trombadori il suo essere controcorrente e ”a suo modo estremista” era specchio della ”freschezza della sua anima. C’era in lui una grande sincerità umana”. Infine la seconda figlia Paola, ha portato tutti a una risata liberatoria parlando del papà come ”l’uomo più simpatico e divertente che abbia mai conosciuto, La prima cosa che ho imparato da lui è stato il senso dello humour. Era coraggioso e libero, ci ha trasmesso cose importantissime, ci sentiamo privilegiati ad essere stati suoi figli”.

 

La cerimonia è stata celebrata da Don Walter Insero e Don Sergio Mercanzin, amico personale di Squitieri da decenni: ”Pasquale era un guerriero, io un uomo di pace e per questo a volte mi rimproverava – ha ricordato sorridendo -. Lo associo a tre cose, un cavallo bianco, come quello del suo primo film, Io e Dio, a dei versi di Pasternak e al suo nome, Pasqua, come Resurrezione”.

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