mercoledì, 22 maggio 2019

Spiazzante Aronofsky con Mother!

Spiazzante Aronofsky con Mother!

Venezia, 5 settembre (Fr. Palm.) – Succede anche questo, ai festival: che il film più atteso possa ricevere fischi ed essere contestato, spiazzando la maggior parte dei critici. Alla 74.ma Mostra, tale sorte è toccata, a sorpresa, a Mother! di Darren Aronofsky, che proprio al Lido era stato molto apprezzato, negli anni scorsi, con The Wrestler (Leone d’oro nel 2008) e Il cigno nero, ma che oggi ha fatto discutere con la sua ultima opera, interpretata da Jennifer Lawrence e Javier Bardem, insieme a Ed Harris e Michelle Pfeiffer.

L’aggettivo usato da alcuni giornalisti per definirla è stato “disturbante”, ma il regista, informato in conferenza stampa dell’accoglienza non positiva, taglia corto: “Il film non è piaciuto? Leggo i giornali ed è questione di gusti – dice – Vederlo è come andare sulle montagne russe e bisogna essere disposti a salirci”.

Non sembra preoccuparsi troppo, dunque, della reazione nei confronti di quello che è il suo progetto nato più rapidamente, quasi a istinto: “E’ stato strano, di solito i miei film ci mettono anni per prendere vita ma questo è stato concepito in 5 giorni, di getto – racconta – Avevo dentro rabbia, per cosa sta accadendo nel nostro pianeta e per come non si può fare niente, per il consumismo dilagante e per l’insoddisfazione delle persone”.

Il pianeta, sullo schermo, è rappresentato da una casa, una grande villa sperduta nella campagna, in cui abita una coppia: lui è uno scrittore noto ma in crisi d’ispirazione, che fatica a mettere in piedi una nuova storia; lei è la sua giovane compagna che amorevolmente lo sostiene e si occupa della dimora, che in passato è stata distrutta da un incendio e che ora sta tornando accogliente, giorno dopo giorno, grazie alle sue cure e al suo impegno. E’ il loro paradiso, lontano dal caos e dalla gente. Lontano da tutto. Ma quando una sera alla porta bussa un medico, in cerca di un alloggio, la loro solitudine viene (inter)rotta bruscamente. E sarà solo l’inizio. Perché poi arriverà anche sua moglie. E poi i loro due figli. E poi ancora troveranno la strada anche i loro parenti. E i tanti fan dello scrittore, per nulla disturbato da queste visite e, anzi, eccitato per tutti gli spunti letterari che può “succhiare” da questi ospiti e dalle loro storie. Incurante, chiuso nel suo ego, che sua moglie non sia d’accordo e si senta “invasa”. E subisca decisioni ed eventi che sfuggono al suo controllo. Completamente.

“L’invasione viene mostrata e avvertita secondo il punto di vista di lei, che non si sente al sicuro e il pubblico, di riflesso, prova lo stesso”, spiega Aronofsky, che in questa pellicola così personale ha unito più fonti, più o meno conscie, dalla Bibbia a Bunuel, da Barbablù al libro “Women and Nature The Roaring Inside Her” di Susan Griffin, passando per Poe: “Bunuel ha messo tutti in una stanza e abbiamo assistito alla distruzione della società – afferma il regista – Nel film ci sono varie metafore ed è vero che ci sono legami tra l’elemento femminile, la donna, e il mio lavoro. Non penso mai a fare qualcosa di diverso e originale per un pubblico non di massa, tutti i miei film nascono da ciò che sento, da ciò che ho dentro e dalla mia passione”.

Sulle metafore e sulle varie letture del film, dicono la loro anche gli attori. Per Bardem, “Ce ne sono tante, sì, ma ognuno sceglie quella che preferisce. La storia è a più strati ed è questa la sua ricchezza”. “Non fa differenza recitare in un film metaforico”, sostiene la Lawrence, legata al regista anche sentimentalmente (proprio il set di Mother! è stato galeotto) e felice di aver interpretato “un personaggio del tutto diverso dal solito, che ha toccato una parte di me che non conoscevo. Non è stato facile, ma Darren mi ha fatto entrare in contatto con quella parte”.

Infine, una battuta sul fanatismo estremo, che nel film giunge fino alla cannibalizzazione, dei fan. “Se non ci fossero, non potrei fare il mio mestiere”, dichiara l’attrice, mentre Bardem – che vedremo alla Mostra anche in Loving Pablo – ironizza: “Fino ad ora non mi hanno mai mangiato”.

 

 

 

 

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